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Lanza, Giovanni

uomo politico italiano (Casale Monferrato 1810-Roma 1882). Inizialmente esponente di un liberalismo assai avanzato, dopo aver partecipato volontario alla I guerra d'indipendenza fu eletto deputato al Parlamento nel maggio 1848; nel 1853, accostatosi a posizioni più moderate, fu nominato vicepresidente della Camera; successivamente ebbe da Cavour il portafoglio della Pubblica Istruzione (1855-59) e delle Finanze (1858-59), e nel 1860 fu eletto presidente della Camera. Divenuto uno dei capi più autorevoli della Destra, fu ministro dell'Interno (1864-65), di nuovo presidente della Camera (dicembre 1867-agosto 1868; novembre-dicembre 1869) e capo del governo (1869). Dopo essersi risolutamente opposto all'idea di Vittorio Emanuele II di intervenire in Francia contro i Prussiani Lanza proclamò Roma capitale (27 marzo 1871) e promulgò la legge delle Guarentigie e quella sulle corporazioni religiose; restò in carica fino al 1873, si dimise per non aver visto approvati i rigidi provvedimenti finanziari da lui proposti. Rieletto deputato nel 1874 e nel 1876, divenne presidente dell'Associazione costituzionale nel 1878.

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