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Latèrza (Taranto)

comune in provincia di Taranto (52 km), 340 m s.m., 159,63 km², 14.996 ab. (laertini), patrono: santa Maria Mater Domini (20 maggio).

Centro delle Murge, posto sul ciglio di una profonda gravina, costellata da grotte un tempo abitate e da chiesette rupestri affrescate. Sorto in un territorio popolato già dall'Età del Bronzo, come dimostrano i reperti archeologici provenienti da una necropoli, Laterza dà il nome a una facies culturale che si estende fino al Lazio meridionale. Nel Medioevo appartenne a Matera, passando poi a Bari e quindi a Taranto; ebbe tra i feudatari gli Orsini del Balzo e i D'Azzia.§ Il castello, costruito dai Triggiano nel 1353 e rimaneggiato dai D'Azzia nel 1548, conserva portali ogivali. La chiesa madre di San Lorenzo, costruzione quattrocentesca di tipo veneto-dalmata, custodisce affreschi del sec. XVI. Nella chiesa cistercense dell'Assunta è un fonte battesimale con sculture del sec. XII. In fondo alla gravina è il santuario della Mater Domini (sec. XVII-XVIII), la cui cripta è un'antica chiesetta rupestre con affreschi del sec. XII. Molto interessante è il Museo Didattico Archeologico, che espone reperti della civiltà neolitica recuperati nel territorio.§ L'industria è attiva soprattutto nei settori alimentare (caseifici, oleifici e pastifici) e della lavorazione del legno. L'agricoltura produce uva da vino (aleatico di Puglia DOC), olive, cereali e foraggi; è praticato l'allevamento bovino, ovino e suino.§ Nella seconda metà degli anni Sessanta, a Laterza, è stata individuata e scavata da F. Biancofiore una necropoli a grotticella artificiale. Le sepolture di tipo collettivo (nella n. 3 erano deposti più di 100 individui), contengono materiali inquadrabili nell'ambito dell'antica Età del Bronzo, con evidenti parentele con la facies culturale eneolitica di Andria. La presenza di oggetti metallici è comunque scarsa, soprattutto se confrontata con la ricchissima industria litica e su osso. La facies culturale che prende il nome da Laterza si estende anche nel Lazio meridionale; particolarmente interessanti sono i contatti con la facies di Cetina (Croazia) e quelli con l'area egeo-anatolica documentati dalla presenza dell'osso a globuli. Oltre alle tombe collettive sono state rinvenute inumazioni singole, a fossa e in cista, e sepolture in grotta.

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