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Leóne I (papa, santo)

papa, santo, dottore della Chiesa, detto Magno (m. Roma 461). Probabilmente nativo della Toscana, appartenne però al clero di Roma e nella corte papale si distinse per dottrina e abilità negli affari. Ancor prima di essere papa, aiutò il patriarca di Alessandria, Cirillo, a sventare i piani ambiziosi di Giovanni, patriarca di Gerusalemme; fece fallire i maneggi del vescovo pelagiano Giuliano d'Eclano per riottenere la sede episcopale; in Gallia riportò la pace fra i due generali Ezio e Albino e proprio in quel periodo il clero e il popolo romano lo elessero papa (440). Subito la sua attività si rivolse a mantenere integra la fede contro le varie eresie e in special modo contro la dottrina del monofisismo; all'affermazione del primato universale del vescovo di Roma, “vicario di Pietro”, nel senso di pienezza del potere, affidando agli altri vescovi la cura pastorale in collaborazione con il papa; all'organizzazione ecclesiastica, dettando norme per la condotta del clero e dei fedeli, curando l'amministrazione dei beni e regolando le funzioni liturgiche. Contro Eutiche, che era riuscito a farsi riabilitare dal Concilio di Efeso per l'intervento dei messi imperiali, papa Leone I fece riunire un nuovo concilio a Calcedonia (451), che condannò definitivamente Eutiche e proclamò l'esistenza nel Cristo di una duplice natura, la divina e l'umana in un'unica persona. In quell'occasione i padri del Concilio accettarono la lettera inviata da papa Leone I al patriarca di Costantinopoli (nota sotto il nome di Tomus ad Flavianum), che godette da allora di grande prestigio in Oriente e in Occidente. Contro le pretese dei patriarchi di Costantinopoli, Leone I difese i diritti della Chiesa di Roma; proibì l'alienazione dei beni ecclesiastici; stabilì nuove norme per l'amministrazione dei sacramenti. La grandezza del suo prestigio però si manifestò durante la calata degli Unni in Italia: il potere politico, impersonato allora dall'imperatore Valentiniano III, impotente a fermare gli invasori, si raccomandò a Leone I, che trovò parole efficaci per convincere Attila a ritornare sui suoi passi. Non meno importante fu l'intervento dello stesso Leone I durante il sacco di Roma (455) operato da Genserico: seppe evitare l'uccisione e la tortura dei cittadini. Nel crollo imminente dell'Impero romano d'Occidente, Leone I seppe infondere nei suoi contemporanei la fiducia in una nuova Roma cristiana, che per volere divino avrebbe preso il posto della Roma dei Cesari. Della sua attività di scrittore ci rimangono numerosi sermoni, dove l'eloquenza calma e dignitosa si colora di accenti lirici e d'immagini vivide. Festa: in Occidente l'11 aprile, in Oriente il 18 febbraio.