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Li Ssu

statista cinese (ca. 280-208 a. C.). Nativo dello Stato feudale di Ch'u, si trasferì nel 247 a. C. nello Stato di Ch'in dove divenne ministro del sovrano al quale propose il modello di uno Stato unitario, burocratico, centralizzato. La sua opera fu coronata da successo nel 221 a. C. quando il sovrano di Ch'in giunse a inglobare tutti gli Stati confinanti e a costituire un unico impero, assumendo il titolo di Shih Huang-ti. Dopo la proclamazione dell'impero, Li Ssu consigliò a Shih Huang-ti l'attuazione di radicali innovazioni fra cui si annoverano una suddivisione amministrativa di tutto il territorio dell'impero, che venne ripartito in governatorati a loro volta articolati in distretti (hsien), l'uniformazione di pesi, misure, del sistema monetario, dello scartamento dei carri; l'adozione di un'unica scrittura e l'unificazione delle leggi. Dopo la morte del primo imperatore (210 a. C.), Li Ssu complottò con Chao Kao per sventare la successione legittima e favorire invece l'ascesa al trono del figlio minore dell'imperatore che regnò poi col titolo di Erh-shih Huang-ti. Nel tentativo di prevenire una rivolta popolare, che già si stava profilando, propose una serie di misure che lo resero inviso. Fu giustiziato per alto tradimento.

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