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Libreville

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capoluogo della provincia di Estuaire e capitale del Gabon, 576.000 ab. (2007), l'agglomerato urbano 611.000 ab. (2003).

Generalità

Città situata sulla sponda settentrionale dell'estuario del Gabon. Il centro è moderno, di impianto europeo, e ospita le attività direzionali e commerciali; intorno a esso si espande una periferia assai composita, formata da villaggi in cui le infrastrutture urbane non riescono a tenere il ritmo delle nuove costruzioni. La popolazione è interetnica e include rappresentanze di quasi tutti i numerosissimi gruppi tribali presenti nel Paese (se ne contavano già un'ottantina intorno al 1920): dopo l'indipendenza, il richiamo delle attività terziarie e dell'industrializzazione ha determinato forti afflussi migratori, per cui i 21.500 ab. del 1959 si sono quasi decuplicati nel breve arco di un quindicennio, per poi continuare a crescere con ritmi sostenuti. Nella città risiede, all'inizio del Duemila, oltre un terzo della popolazione del Gabon. Libreville è il maggiore centro culturale del Paese, con un Politecnico (dal 1964), un'università (Omar Bongo University 1970) e scuole superiori di studi giuridici e amministrativi, oltre a istituti di ricerca nei campi agrario, forestale e minerario.

Storia

Il sito su cui poi sorse Libreville era certamente abitato, fin dal sec. XVI, da genti provenienti dall'attuale Camerun, oltre che dalle zone interne. I francesi vi stabilirono un forte nel 1843; ma l'insediamento determinante si ebbe nel 1849, da parte di schiavi liberati che si unirono alle tribù indigene. Tra il 1860 e il 1874, inglesi, tedeschi e americani svilupparono numerose attività economiche e commerciali. Dal 1888 al 1904 Libreville fu capoluogo del Congo Francese; nel 1960 fu proclamata capitale del Gabon.

Arte

Negli anni Settanta del sec. XX la città ha purtroppo subito lo scempio speculativo edilizio legato al boom petrolifero e gran parte del patrimonio storico e dell'identità architettonica è andata perduta. Tra gli edifici rimarchevoli si ricordano la chiesa di Saint-Michel de N'kembo − in particolare le sue colonne − e la cattedrale di Sainte Marie; tra le istituzioni museali, notevole è il Museo nazionale delle arti e delle tradizioni.

Economia

Il settore agricolo produce ed esporta soprattutto cacao, gomma e derivati delle palme. L'industria include fabbriche tessili e alimentari, oltre a cantieri navali. L'estrazione del petrolio, iniziata nei primi anni Settanta, avviene tramite piattaforme marine e alimenta l'attività di stabilimenti chimici connessi ai giacimenti. La città grazie anche al porto commerciale realizzato a Owendo (15 km a S), è un importante centro per il commercio e la lavorazione del legname (prevalentemente okoumé, noce, mogano ed ebano) e del manganese proveniente dalla regione dall'Alto-Ogooué tramite la ferrovia transgabonese. La città è servita dall'aeroporto internazionale Léon Mba (11 km a N).

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