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Libri, Guglièlmo Icìlio Timoleóne, cónte Carrucci della Sommàia

matematico, bibliofilo e storico della matematica italiano (Firenze 1803-Fiesole 1869). Fuoruscito per ragioni politiche (1830) riparò a Parigi abbandonando la cattedra di matematica dell'Università di Pisa. Naturalizzato francese nel 1833, insegnò analisi alla Sorbona fino al 1848 quando fuggì in Gran Bretagna perché accusato di sottrazione di libri e manoscritti rari dalle biblioteche governative parigine di cui era ispettore. Nel 1850 il tribunale francese lo condannò, contumace, a 10 anni di carcere. Assunta la cittadinanza inglese, rientrò in Italia alla formazione del Regno. È noto soprattutto per la sua opera di storico della matematica, in particolare per la rivalutazione della scuola algebrica italiana e per gli studi su Fermat.

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