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Linguaglòssa

comune in provincia di Catania (47 km), 550 m s.m., 58,38 km², 5432 ab. (linguaglossesi), patrono: sant’ Egidio (1° settembre).

Centro situato in una zona lavica incisa da profondi valloni, sul versante nordorientale dell'Etna, nel cui parco regionale è compreso. Citato in un diploma di Ruggero II dell'anno 1145, ebbe numerosi feudatari.§ L'abitato conserva caratteristiche vie lastricate in pietra lavica; dello stesso materiale è fatto il portale della chiesa di San Vito. La chiesa madre di Santa Maria delle Grazie (sec. XVIII), con bella facciata in arenaria e pietra lavica, custodisce un sontuoso coro ligneo intagliato (1728), mentre nella chiesa del convento dei Cappuccini (1644) si trova un altare maggiore in noce, con un monumentale ciborio in legno di cipresso, arancio e noce, finemente intagliato (1710).I muri di molti edifici sono decorati da murales. § L'economia si basa in parte sull'agricoltura, con coltivazioni di alberi da frutto, olivi, ortaggi e viti (con produzione di etna DOC), e sull'allevamento, ma in prevalenza sul turismo, favorito da notevoli strutture ricettive, sportive e ricreative: Linguaglossa infatti è una località frequentata da una clientela internazionale per soggiorno estivo e sport invernali; è inoltre base di partenza per escursioni vulcanologiche e naturalistiche sull'Etna e al magnifico Bosco di Linguaglossa, che si stende nei dintorni dell'abitato. Si produce artigianalmente la frutta di Martorana (dolce di pasta di mandorle). § Vi nacque lo scultore Francesco Messina (1900-1995).

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