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Lisbóna (città)

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(Lisboa). Capoluogo del distretto omonimo e capitale del Portogallo, 20 m s.m., 564.657 ab. (2001), 3.447.173 ab. l'agglomerato urbano (2001).

Generalità

Situata sulla sponda destra dell'estuario del Tago, nel punto in cui il fiume si restringe dopo aver formato l'ampio bacino interno del Mar da Palha, nel corso del sec. XX si è estesa anche sulla sponda sinistra. Oltre che massimo centro politico e amministrativo del Paese, la città ricopre un notevole ruolo culturale, quale sede di un'università (1290), di un politecnico, di istituti superiori, musei e gallerie. Nel 1994 è stata capitale della cultura europea e quattro anni dopo, nel 1998, ha ospitato l'Expo, l'Esposizione Internazionale, in funzione della quale un'ampia area affacciata all'estuario del Tago è stata urbanisticamente riqualificata con nuove architetture. Dal 1983 il Monastero dei Jerónymos e la Torre di Belém, nell'omonima periferia di Lisbona , sono stati censiti dall'UNESCO come siti Patrimonio Mondiale dell'Umanità.

Urbanistica

Cinta di mura in epoca visigotica (sec. VI) la città, dopo il dominio dei Mori, la riconquista di Alfonso I e l'elezione a capitale del Portogallo, si ampliò continuamente sino a raggiungere il massimo sviluppo nel sec. XVI, dopo la scoperta dell'America. Il terremoto del 1755 la distrusse per due terzi (50.000 vittime); fu ricostruita “razionalmente” su progetto del ministro Pombal (città nuova o Baixa) che ne fece una delle più belle città d'Europa. Dopo il 1850 Lisbona conobbe un nuovo periodo di espansione urbana, inglobando i sobborghi a W e a N e raggiungendo una superficie urbana assai vasta. Il forte incremento demografico avuto dalla città nel corso del sec. XX (determinato prevalentemente da fenomeni di immigrazione) ha portato allo sviluppo di diversi nuclei periferici, ciascuno con caratteristiche funzionali specifiche (quartieri residenziali, centro universitario, aree industriali ecc.). Adagiata su sette colli dai pendii terrazzati, oggi la città presenta un netto contrasto fra i grandi viali alberati della parte più recente e l'intrico di stradine in salita dei vecchi quartieri, collegati con funicolari. Due grandi ponti attraversano il fiume Tago: il ponte 25 Aprile (1966) e il ponte Vasco da Gama, il più lungo d'Europa, formato da 17 campate antisismiche, la cui costruzione è stata ultimata nel 1998, in occasione dell'Expo.

Storia

La leggenda della fondazione di Lisbona da parte dell'eroe greco Ulisse che le avrebbe dato il nome (Ulissipo) è molta antica, ma priva di fondamento. Secondo alcuni, il nome sarebbe di origine fenicia e significherebbe “baia deliziosa”, con allusione all'incomparabile posizione della città. Era prob. dei Turduli quando, nel 137 a. C., la conquistò e fortificò il console romano Giunio Bruto il Galaico, vittorioso sui Lusitani. Fu municipio romano, chiamata poi Felicitas Julia, in onore di Giulio Cesare, ma non raggiunse l'importanza di altre città romane della provincia lusitana. Occupata dagli Svevi e poi dai Visigoti (469), ebbe presto un vescovo, dipendente però dal metropolita di Emerita (Mérida, Estremadura). Gli Arabi la occuparono fin dal primo secolo della loro dominazione, chiamandola Lischbuna e facendone la capitale di un loro Stato. Aspramente disputata all'epoca della Riconquista, presa da Alfonso VI di Castiglia (1094) ma subito ripresa dagli Almoravidi, nel 1147 fu definitivamente conquistata da Alfonso Henriques, primo re portoghese, con l'aiuto di una flotta di crociati; ma solo nel 1255-56 Alfonso III vi trasferì stabilmente la residenza reale, da Coimbra. Le grandi scoperte marittime portoghesi ne fecero, alla fine del sec. XV, la città più ricca d'Europa, per cui si rimise presto dai terremoti del 1531 e del 1551. I sessant'anni di dominazione spagnola (1580-1640) e le sconfitte navali ispano-portoghesi ebbero conseguenze disastrose per la città, che riprese a fiorire solo dopo il 1640. Decaduta con la conquista francese e la fuga della famiglia reale in Brasile (1807), risorse dopo la Restaurazione e venne abbellita con altri insigni monumenti. È stata teatro dei principali avvenimenti della storia portoghese moderna (guerre civili, assassinio nel 1908 del re Carlo e del suo erede Luigi, rivoluzione del 1910, rivoluzione dei Garofani del 25 aprile 1974).

Arte

Il nucleo medievale di Lisbona , rimasto intatto dopo il terremoto del 1755, è il pittoresco quartiere dell'Alfama, dominato dal Castello di San Giorgio che sorge sul luogo dell'antica acropoli. Sulla collina di fronte si snodano le stradine tortuose del Barrio Alto, con eleganti edifici in stile barocco rivestiti dagli azulejo, le caratteristiche piastrelle che formano mosaici di ispirazione araba. Al centro, a livello del mare, si stende il più recente quartiere commerciale della Baixa che ha il suo epicentro nella grande piazza detta Rossío. La chiesa più antica è la cattedrale Sé Patriarcal, eretta in stile romanico nel sec. XII e successivamente rifatta a più riprese. La chiesa e il convento di Nostra Signora del Carmine, gravemente danneggiati dal terremoto del 1755, sono un bell'esempio di stile gotico del Trecento. Nel quartiere di Belém, all'estremità sudoccidentale, sulla riva destra del Tago, si trova il monumento più importante di Lisbona , il monastero dei Jerónymos (1496), capolavoro dello stile manuelino, originale mescolanza di elementi gotico-fioriti, primo-rinascimentali ed esotici (ibero-islamici, indiani). La chiesa del monastero, a tre navi di uguale altezza, è divisa da otto pilastri ottagonali ricoperti di viticci rinascimentali, che reggono volte con nervature a rete; la facciata principale presenta un portale fastoso con le statue del re Manuel, della moglie e dei santi protettori e i gruppi dell'Annunciazione, della Natività e dell'Adorazione dei Magi. Notevole esempio di architettura manuelina è anche la torre di Belém, di Francisco de Arruda. Nella seconda metà del sec. XVI il pittoresco stile manuelino lasciò il posto a un classicismo severo, di derivazione romana (chiese di San Vicente de Fora, 1582-1627, e di San Roque dei gesuiti, 1570, progettate dall'architetto italiano Filippo Terzi). La cappella di San Giovanni Battista in San Roque fu costruita a Roma per Giovanni V dal Vanvitelli e dal Salvi (1742) e poi montata a Lisbona . Al rifacimento settecentesco della città risale la sistemazione della piazza del Commercio, a portici, con la statua equestre di José I. Con Maria I si diffuse lo stile neoclassico (basilica del Cuore di Gesù, con tele di P. Batoni; Teatro Nazionale di San Carlo).Tra gli esempi di architettura moderna, il Padrão dos Descobrimentos (iniziato nel 1960) che si trova a Belém, un enorme monumento a forma di caravella dedicato ai grandi esploratori, il Centro culturale di Belém, dell'italiano Vittorio Gregotti, e l'impronta dell'architetto Álvaro Siza Vieira che ha diretto il progetto di ricostruzione del quartiere medievale del Chiado dal 1988.

Musei

A Lisbona si trova il museo d'arte più importante del Portogallo, il Museu Nacional de Arte Antiga, che raccoglie interessanti dipinti di scuola portoghese, tedesca e fiamminga dei sec. XV-XVII, spagnola (i dipinti di Zurbarán provenienti dal monastero di San Vicente de Fora), e inoltre ceramiche, arazzi, oreficerie (ostensorio di Belém, 1506). La Fondazione Caluste Gulbenkian comprende dipinti di pittori europei dal sec. XV al sec. XIX, pezzi di arte antica e orientale, ceramiche, arazzi, manoscritti. Il Museo Etnologico è un'importante raccolta di arte antica portoghese (preistorica, iberica, romana). Si ricordano ancora il Museo di Arte Contemporanea, il Museo Nazionale delle carrozze, il Museo di Arte Popolare, il Museo di Arte Decorativa. Nel 1998 è stato inaugurato l'Oceanario, uno dei più grandi acquari d'Europa.

Spettacolo

Si cominciò a far teatro nel sec. XV: entremezes recitati dai nobili a corte, momos e arremedilhos eseguiti da comici ambulanti. Nel secolo successivo vennero rappresentate commedie vere e proprie sotto la protezione dei sovrani. Dal 1502 al 1536 Gil Vicente rappresentò, nel Palazzo Reale del Castello, diverse sue opere. Nel 1588 un decreto di Filippo II di Spagna sottopose ogni rappresentazione teatrale alla preventiva autorizzazione dell'ospedale di Todos os Santos (che conservò questo monopolio sino al 1743). Si recitava nei pátios de comédias, semplici cortili che vennero in seguito coperti e resi più accoglienti: il primo fu quello del Poço do Borratém, preesistente al decreto; il più famoso fu il Pátio das Arcas, nato nel 1594 e distrutto dal terremoto del 1755. Il repertorio comprendeva soprattutto opere di autori spagnoli contemporanei (Lope, Tirso, Calderón), lavori portoghesi e, dall'inizio del Settecento, opere musicali italiane, ospitate soprattutto al Pátio dos Condes e al Teatro da Ajuda (dal 1737). In questo stesso secolo si costituì al Teatro do Bairro Alto la prima compagnia di attori portoghesi professionisti (1733-38), che rappresentò tra l'altro le commedie di António José da Silva. Sorsero poi quelli che sono tuttora i due maggiori teatri cittadini: il Real de São Carlos (1792), che riproduce l'omonimo edificio napoletano ed è destinato soprattutto all'opera, e il Nacional D. Maria II per la prosa, fondato nel 1846 da Almeida Garrett, nominato, dopo la rivoluzione del 1836, ispettore generale per i teatri (si deve a lui anche la fondazione del Conservatorio). A questi se ne aggiunsero altri, per lo più destinati a un vasto pubblico, come il Trinidade (aperto nel 1867) e l'Avenida (inaugurato nel 1888), dedicati alla prosa, il Maria-Vitória e l'ABC, dedicati al genere leggero, il Monumental (aperto nel 1950), che accoglie spettacoli in prosa e musicali, con repertori limitati dalla censura politica instaurata dopo il colpo di stato salazariano del 1933. Il più interessante esperimento di teatro alternativo è stato il Teatro Estúdio do Salitre (1946-50), fondato da G. Saviotti nella sede dell'Istituto italiano di cultura.

Danza

Alla metà del sec. XVI si contavano nella capitale portoghese oltre una dozzina di scuole di ballo. Nel sec. XVIII l'attività ballettistica si limitò ad alcune apparizioni di stelle parigine o viennesi, anche se allievi di Noverre ebbero modo di rappresentare a Lisbona alcuni balletti del grande riformatore francese. Nel 1793 due balletti di Gaetano Gioia, La felicità lusitana e I dispetti amorosi, inaugurarono l'attività del Teatro Real de Sao Carlos, dove successivamente furono chiamati a operare diversi altri maestri italiani. Il pubblico portoghese non dimostrò di apprezzare particolarmente capolavori quali La Sylphide o Giselle, rappresentati nella capitale rispettivamente nel 1838 e nel 1843, né maestri come A. Saint-Léon, C. Blasis o E. Cecchetti, che ivi operarono, fra la fine del sec. XIX e l'inizio del sec. XX. Nel biennio 1917-18 la compagnia dei Ballets Russes di Djagilev fu sorpresa a Lisbona e vi si trattenne per il sopraggiungere del primo conflitto mondiale, ma anche in questo caso senza raccogliere particolare successo. Nel secondo dopoguerra l'attività si è notevolmente intensificata sul piano teatrale e tutte le più importanti compagnie di danza si sono esibite a Lisbona . Dal 1965 esiste nella capitale il Gulbenkian Ballet, espressione della Fondazione Caluste Gulbenkian e largamente influenzato da modelli britannici.

Musica

Insieme a Coimbra, Lisbona è una delle due capitali del fado, il genere musicale nato tra il popolo verso la fine del sec. XVIII, ma prob. di origini più antiche. Il canto, accompagnato da chitarra portoghese e chitarra classica, ha per lo più temi sentimentali e struggenti, ma fu anche espressione di disagio sociale e critica al regime, tanto da essere proibito durante la dittatura di Salazar (1932-68). Mantenuto in vita nei locali di Lisbona , dagli anni Settanta il fado ha trovato un nuovo momento di gloria grazie a grandi interpreti come Amalia Rodrigues e al film di Wim WendersLisbon Story (1995).

Economia

Data la felice posizione, all'estremità continentale dell'Europa verso l'Atlantico, Lisbona svolge un'importante funzione commerciale a favore di un vasto retroterra. Dal suo porto, situato sulla costa settentrionale, passa ogni anno un intenso traffico di merci alimentari, prodotti della pesca, petrolio, auto. Il porto di Lisbona negli ultimi anni ha registrato un forte incremento di traffici, soprattutto come importante terminal di container. Lisbona è anche sede di cantieri navali, raffinerie di petrolio e numerose industrie alimentari, tessili, chimiche, meccaniche, automobilistiche – a S di Lisbona , a Palamela, è in funzione dal 1995 un impianto produttivo nato da una joint venture tra Ford e Volkswagen, ma dal 1998 gestito dalla sola azienda tedesca – petrolchimiche, della carta, del vetro e delle ceramiche. Nel quartiere dell'Alcantara, lungo il Tago, fiorente è l'attività dell'industria della conservazione ittica, con grandi impianti di inscatolamento e surgelazione. Sulla sponda meridionale del Tago, quasi senza soluzione di continuità fino a Setúbal, 40 km più a S, si è estesa un'area industriale, la più attiva di tutto il Paese. Nonostante questo è il settore terziario quello in forte espansione, trainato da attività commerciali e finanziarie: Lisbona è sede di una Borsa valori. Il turismo, dopo la crescita di interesse per la capitale portoghese coinciso con l'evento dell'Expo 1998, è negli ultimi anni in flessione, nonostante il tentativo di rilancio in occasione dei campionati europei di calcio qui organizzati nel 2004. L'aeroporto internazionale Portela de Sacavém si trova a ca. 13 km a N dal centro.

Curiosità e dintorni

Una delle attrazioni più recenti della città è l'Oceanário, uno dei più grandi acquari d'Europa; costruito in occasione dell'Expo del 1998, ospita nelle sue vasche esemplari di fauna ittica provenienti da tutti gli oceani. A Lisbona è nato e vissuto Fernando Pessoa, uno dei maggiori scrittori nazionali e il più celebre della storia della letteratura contemporanea portoghese. A una trentina di km a NW di Lisbona si trova la cittadina di Sintra, residenza estiva dei re portoghesi, collegata da una ferrovia alla capitale dal 1887. Dichiarata Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'UNESCO (1995) conserva tre dei maggiori palazzi della nazione: il gotico Palácio Nacional (sec. XIV), il Castelo dos Mouros del sec. VIII e il complesso del Palácio Nacional da Pena (1840-50), costituito da più corpi che rappresentano tutti gli stili, dall'arabo al gotico, dal manuelino al barocco.