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Lobačevskij, Nikolaj Ivanovič

matematico russo (Makarev 1793-Kazan 1856). Dal 1816 insegnò all'Università di Kazan, dove aveva studiato, e nel 1827 ne divenne rettore; nel 1846 venne allontanato senza motivazioni dal governo zarista. Fin dal 1826 diede comunicazione dei suoi studi sull'impossibilità di dimostrare il quinto postulato di Euclide a partire dai precedenti, studi che lo portarono a stabilire i principi della geometria non-euclidea. Nel 1829 pubblicò il primo scritto relativo alla geometria che chiamò immaginaria o anche pangeometria; seguì tutta una serie di opere che dovevano perfezionare e diffondere in Europa le sue concezioni. Lobačevskij considerò la nuova geometria non come una costruzione ipotetico-deduttiva libera da ogni legame con la realtà esterna e paga della sua validità logica bensì esclusivamente come legge dello spazio fisico che, come nel caso di altre leggi fisiche, deve essere dimostrata attraverso esperienze (per esempio osservazioni astronomiche); sostenne inoltre che “talune forze della natura seguono una geometria, altre una (loro) particolare geometria”. Tale concezione, che influì decisamente sull'opera di Einstein, è forse il tratto più saliente dell'opera di Lobačevskij, più ancora della priorità della scoperta di una geometria non-euclidea, alla quale era già pervenuto Gauss nel 1799, senza renderla di pubblica ragione, e che Bolyai, indipendentemente, sviluppò in quegli stessi anni.

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