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Lombardo-Radice, Giusèppe

pedagogista italiano (Catania 1879-Cortina d'Ampezzo 1938). Professore nei ginnasi, nei licei e nelle scuole normali, dal 1911 ebbe la cattedra di pedagogia presso l'Università di Catania. Chiamato all'Istituto Superiore di Magistero di Roma nel 1922, l'anno successivo ebbe la direzione generale dell'istruzione elementare. Collaborò alla riforma Gentile con l'elaborazione dei nuovi programmi della scuola elementare attraverso i quali cercò di adeguare l'insegnamento ai principi dell'attualismo. A lui si deve, inoltre, la costituzione del corso di avviamento professionale della durata di tre anni. La crisi succeduta al delitto Matteotti convinse Lombardo-Radice, che non aveva voluto iscriversi al Partito fascista, ad allontanarsi dal suo maestro Gentile, manifestando apertamente il suo dissenso con l'articolo Perché non siamo fascisti, pubblicato nella sua rivista L'Educazione Nazionale. Il pensiero pedagogico di Lombardo-Radice risente fortemente dell'idealismo gentiliano. Tuttavia l'accettazione del neoidealismo non riuscì mai a pietrificare la riflessione del pedagogista catanese nelle formule spesso astratte di Gentile. Dalla viva esperienza quotidiana di educatore e dall'influenza politica, morale e culturale di Salvemini derivò, infatti, a Lombardo-Radice uno spiccato senso della storia e della prassi reale. Lombardo-Radice difese, soprattutto nella rivista Nuovi Doveri, da lui fondata nel primo decennio del secolo, il concetto di spirito come auto-formazione e quello di educazione come auto-educazione. Nelle Lezioni di didattica (1912) Lombardo-Radice perviene al punto più alto e concreto delle sue formulazioni pedagogiche. Qui lo schema gentiliano appare arricchito e specificato. Il fanciullo, infatti, rappresenta, rispetto al maestro, un'individualità autonoma che segue proprie leggi di sviluppo e deve trovare una scuola in cui possa esplicare tutte le sue dimensioni e potenzialità. Nel programma scolastico entrano, pertanto, non solo il gioco o il lavoro manuale ma anche il disegno spontaneo, il canto, la recitazione, la composizione intesa come espressione di soggettività. Fra le altre opere: Lezioni di pedagogia generale (1916), Educazione e diseducazione (1922), Vita nuova della scuola del popolo (1925), Il problema dell'educazione infantile (1927), Pedagogia di apostoli e operai (1937).

Bibliografia

R. Bevilacqua, G. Lombardo Radice. Il pensiero pedagogico-didattico, Rovigo, 1954; I. Picco, G. Lombardo Radice, Firenze, 1954; G. Giraldi, G. Lombardo Radice, Roma, 1965; G. Cives, Giuseppe Lombardo Radice - Didattica e pedagogia della collaborazione, Firenze, 1970; G. Bini, La pedagogia attivistica in Italia, Roma, 1971; L. Bruno (a cura di), Impegno culturale e pedagogico di Giuseppe e Lucio Lombardo Radice, Catania, 1988.

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