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Longanési, Lèo

giornalista, scrittore, editore e pittore italiano (Bagnacavallo, Ravenna, 1905-Milano, 1957). Nel 1927 fondò L'Italiano, periodico di tendenza “strapaesana”, la cui formula riprese con Omnibus, fondato nel 1937, primo rotocalco italiano di attualità. Della sua adesione al fascismo, non priva di atteggiamenti di “fronda”, sono testimonianza le prime opere: Vade-mecum del perfetto fascista (1926), Cinque anni di rivoluzione (1927). Nel dopoguerra, fondò a Milano la casa editrice Longanesi e diede vita a un nuovo periodico, Il borghese: qui, e nella più tarda produzione (Parliamo dell'elefante, 1947; In piedi e seduti, 1948; Il mondo cambia, 1949; Una vita, 1950; Il destino ha cambiato cavallo, 1951; Un morto fra noi, 1952; Ci salveranno le vecchie zie?, 1953; Me ne vado, 1957; La sua signora, 1957; Lettera alla figlia del tipografo Leo Longanesi, 1957), Longanesi esercitò la sua corrosiva ironia nei confronti del sistema democratico, rivelando la sua ambiguità ideologica, in bilico tra eversione dissacrante e restaurazione nostalgica, tra atteggiamenti libertari e cinismo disincantato e malinconico. Amico del pittore G. Morandi, di cui intuì la grandezza, Longanesi illustrò con caricature molti dei suoi libri e fu, in pittura, l'inventore di un grottesco neoliberty.

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