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Lorèna

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(Lorraine, in tedesco Lothringen). Regione della Francia nordorientale, 23.547 km², 2.330.504 ab. (stima 2004), 99 ab./km², capoluogo: Metz. Dipartimenti: Meurthe-et-Moselle, Meuse, Moselle, Vosges. Confini: Alsazia (E), Franca Contea (S), Champagne-Ardenne (W); Belgio (N), Lussemburgo (N), Germania (NE).

Generalità

È una regione storico-amministrativa, in passato contesa tra Francia e Germania. Fu teatro di una fra le più cruenti battaglie della prima guerra mondiale, tra francesi e tedeschi, a Verdun nel 1916; oggi la Lorena è bilingue. Un tempo regione forte dell'industrializzazione pesante, all'inizio del sec. XXI è in forte crisi.

Territorio

Morfologicamente si presenta come un insieme di pianori non molto elevati estesi dalle Argonne ai Vosgi e incisi dalle valli della Mosa e della Mosella. Nella sezione orientale sono presenti altopiani calcarei, depressioni argillose e ampie valli verdi; a E il territorio si solleva appoggiandosi sul Massiccio dei Vosgi. Il clima ha caratteristiche continentali, con inverni freddi ed estati calde caratterizzate da forti temporali. Le temperature diminuiscono nel NE della regione, sui Vosgi. I flussi migratori in uscita dalla regione negli anni Settanta e Ottanta si sono attenuati, tuttavia si notano disparità demografiche all'interno della regione: nel dipartimento della Meuse, con l'esodo rurale e una debole urbanizzazione e industrializzazione, il declino demografico continua, all'inizio del sec. XXI, a ritmi elevati, mentre in modo minore nel dipartimento montano dei Vosgi; i dipartimenti urbani riescono a resistere alla crisi del comparto minerario (Briey, Aubué, Forbach); il dipartimento demograficamente più dinamico risulta quello della Mosella, densamente urbanizzato e perno dell'economia regionale, attraversato dall'asse autostradale della A3. Città principali sono Nancy, Metz, Épinal, Bar-le-Duc, Thionville e Verdun.

Economia

L'economia della regione, oltre che sull'agricoltura (cereali, vite) e sull'allevamento, si basa sullo sfruttamento dei ricchi giacimenti di minerali di ferro (Metz-Thionville e Briey-Longwy) estendentisi per circa 120 km da Nancy al Lussemburgo e sulle industrie siderurgiche, meccaniche, alimentari, tessili e del vetro. Tuttavia la siderurgia, un tempo assai fiorente, dagli anni Ottanta del Novecento risulta in grave crisi (come del resto in tutta Europa) con una conseguente riduzione della produzione annua oltre che della manodopera. Dal 1990 l'8% dei lavoratori è frontaliero e quotidianamente si sposta a lavorare nel vicino Lussemburgo, favoriti dal bilinguismo della regione. Il settore industriale si è riorientato, in seguito alla crisi mineraria, allo sfruttamento delle risorse regionali, sviluppando il comparto agroalimentare e la filiera del legno: la Lorena è al primo posto per produzione di legno in Francia. In evoluzione anche i comparti automobilistico, elettrico ed elettronico e chimico.

Storia

L'antico regno di Lotharingia attribuito a Lotario dal Trattato di Verdun (843) si estendeva tra la Schelda, il Rodano, i Vosgi e comprendeva una parte della Borgogna e della Provenza. Nell'855, con Lotario II, il territorio era ridotto all'Austrasia. Gisleberto, che aveva sposato la figlia di Enrico I re di Germania, fu il primo duca di Lorena. Lo stesso Gisleberto fu destituito per essersi ribellato a Ottone il Grande. Nel 959 Brunone, arcivescovo di Colonia, divise il ducato in Bassa e Alta Lorena. Ulteriori smembramenti portarono alla costituzione dei vescovati di Metz, Toul e Verdun (annessi alla corona francese nel 1559) e dell'arcivescovado di Treviri. L'Alta Lorena fu dominio ereditario dei conti di Alsazia; la Bassa Lorena, passata nelle mani di varie dinastie, fu incorporata nel Ducato di Borgogna. Nel 1542 Carlo V approvò l'indipendenza della Lorena dal vincolo imperiale. Nel 1633 il ducato fu occupato dai Francesi e nel 1645 dagli Svedesi. La sovranità francese sulla Lorena fu estesa fin dal 1738 quando con la Pace di Vienna Francesco Stefano cedette i suoi diritti sul ducato a Stanislao Leszczynski per ricevere in cambio il granducato di Toscana. Alla morte del Leszczynski (1766) la Lorena fu annessa anche de facto alla Francia. Dopo la guerra franco-prussiana del 1870-71 una parte della Lorena fu ceduta all'Impero tedesco per tornare alla Francia dopo Versailles (1919). Nel corso della seconda guerra mondiale la Lorena fu occupata dai nazisti i quali, fino alla Liberazione del 1944, la incorporarono alla Germania.

Arte

L'architettura romanica della regione risente dell'influenza della scuola renana (cattedrale e chiesa di Notre-Dame a Saint-Dié; cattedrale di Verdun, iniziata nel 1144, a doppio transetto e absidi contrapposte). Nel sec. XIII si affermò invece l'influenza francese: la cattedrale di Toul risente di Reims, mentre la grandiosa cattedrale di Metz rientra nello stile regionale della Champagne. Splendide testimonianze dello stile gotico fiammeggiante si trovano a Bar-le-Duc (St.-Ètienne), a Nancy (Chapelle des Cordeliers), a Pont-à-Mousson (St.-Martin, St.-Laurent), a Toul (facciata della cattedrale e chiostro di St.-Gengoult). A questa estrema fioritura gotica corrispose, in scultura, l'arte naturalistica di Lorena Richier, che lasciò un imponente Santo Sepolcro con 13 figure a grandezza naturale nella chiesa di St.-Mihiel e monumenti funebri in St.Étienne di Bar-le-Duc e nella Chapelle des Cordeliers di Nancy. Dagli inizi del sec. XV all'occupazione di Nancy da parte di Luigi XIII (1633), la regione diede il suo contributo più originale sul piano artistico. Tra la fine del Cinquecento e la metà del Seicento fiorì anzi una vera e propria scuola pittorica lorenese, di cui fecero parte sia artisti operanti nell'ambito dell'arte aristocratica e cortigiana dell'ultimo manierismo internazionale (come C. Deruet, J. Bellange e il grande incisore J. Callot) sia alcuni dei protagonisti del rinnovamento pittorico del sec. XVII (come G. de La Tour e C. Lorrain). Un ultimo periodo di splendore si ebbe al termine dell'occupazione francese, con il ritorno del duca Leopoldo (1697-1729), che fece erigere dal francese Boffrand la residenza di Lunéville, a imitazione di Versailles (1702-06), e più ancora con l'assegnazione della Lorena a Stanislao Leszczynski, che fece di Nancy una delle capitali del rococò europeo.

Bibliografia

Per la geografia

C. Prêcheur e altri, Visages de la Lorraine, Parigi, 1950; J. Tricart, La partie orientale du Bassin de Lorraine, Parigi, 1952; P. Bauchet, Analyse de la région lorraine, Parigi, 1955; G. Chabot, Géographie régionale de la France, Parigi, 1969.

Per la storia

Histoire de la Lorraine, Société des études locales dans l'enseignement public, Nancy, 1939; C. Aimond, Histoire des Lorrains, Bar-le-Duc, 1960; J. Schneider, Histoire de la Lorraine, Parigi, 1967; La Lorraine dans l'Europe des lumières, Actes du colloque de Nancy, Nancy, 1968; J. Vartier, Histoire de notre Lorraine, Parigi, 1972.

Per l'arte

G. Durand, Les églises romanes des Vosges, Parigi, 1913; P. Marot, Le musée historique lorrain, Nancy, 1936; P. Noyé, Les châteaux du roi Stanislao en Lorraine, Parigi, s. d.