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Loréto Aprutino

comune in provincia di Pescara (25 km), 294 m s.m., 59,55 km², 7615 ab. (loretani o loretesi), patrono: san Zopito (lunedì dopo Pentecoste).

Centro posto su un colle alla sinistra del fiume Tavo. Insediamento romano (Laurentum), fu poi contea normanna con signori propri fino al Duecento. In seguito venne infeudato a varie famiglie, tra le quali i D'Aquino, i D'Avalos e infine i Caracciolo. Nel 1808 si ribellò alle truppe napoleoniche.§ L'abitato è sovrastato dalla Matrice, chiesa quattrocentesca dedicata a San Pietro Apostolo, con logge e trifore romaniche e portale rinascimentale. Il Museo “Giacomo Acerbo” - Ceramiche di Castelli espone antiche ceramiche locali e opere di ceramisti attivi tra i sec. XV-XIX, mentre in quello della Civiltà Contadina si trovano strumenti di uso quotidiano e ricostruzioni di alcuni ambienti domestici.§ L'industria opera nei settori elettronico, elettrotecnico, metalmeccanico, alimentare, molitorio (frantoi), dei mangimi, dell'abbigliamento, dei materiali da costruzione e della lavorazione del tabacco. L'agricoltura produce olive, cereali, ortaggi, frutta e tabacco; fiorente è l'allevamento bovino, con produzione di latte. Importante è il turismo escursionistico e di villeggiatura.§ Vi nacque l'uomo politico Giacomo Acerbo (1888-1969). Nei dintorni è la chiesa di Santa Maria in Piano, ricordata dall'864 e più volte rimaneggiata: la facciata (restaurata nel 1955) ha un portico con ricco portale ogivale, mentre l'interno conserva affreschi del sec. XIV. In località Poggio Ragone sono venuti alla luce i resti di un santuario italico-romano, forse consacrato alla dea Feronia, custoditi nell'Antiquarium.

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