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Lužanin, Maksim

pseudonimo del poeta belorusso Aljaksandr Amvrosevič Karataj (Prusy, Sluck, 1909). Finiti gli studi di filosofia, fu giornalista e redattore in una casa editrice di Mosca. Dopo i primi versi liberi, pieni di malinconia per il mondo contadino che va scomparendo (I passi, 1928; Un nuovo incrocio, 1930; La primavera vota la primavera, 1931), sotto la pressione della situazione politica Lužanin paga il proprio tributo alla retorica socialista per tornare poi alla lirica degli inizi, con le raccolte Il linguaggio del cuore (1955), Le lontananze (1958), Parla con me, terra (1983), Tornerò col vento (1987). Interessanti le memorie, Attraverso gli occhi dell'epoca (1964) e I 12 falò della sera (1968), impregnate di umorismo e ironia.

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