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Lucèrna (città)

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Generalità

capitale del cantone omonimo (Svizzera), 57.533 ab. (stima 2006), l'agglomerato urbano 199.202 ab. (stima 2006), situata a 436 m s.m. sulla sponda nordoccidentale del Lago dei Quattro Cantoni (o di Lucerna) , all'uscita del fiume Reuss, che attraversa la città dividendola in due parti collegate da numerosi ponti. Importante nodo ferroviario e frequentata stazione turistica e climatica, è sede di industrie meccaniche, tessili, grafico-editoriali, chimiche, alimentari e del legno. Turismo. In tedesco, Luzern; in francese, Lucerne.

Storia

Situata in una regione ricca di tracce archeologiche preistoriche e romane, Lucerna nel sec. VIII era un villaggio di pescatori e il suo sviluppo fu dovuto alla fondazione del monastero benedettino di S. Leodegario. Nel corso del sec. XIII cominciò ad amministrarsi autonomamente. Incerto fu nei sec. XIII e XIV l'orientamento politico della città, la quale era inserita nei domini dei duchi di Asburgo. La sua prosperità economica era turbata dalla lotta che opponeva i duchi ai Paesi montanari di Uri, Schwyz e Unterwalden. Del 1332 è la prima alleanza di Lucerna con i tre cantoni svizzeri. Da allora la città si trovò quasi sempre schierata con essi e nel 1414 l'imperatore Sigismondo proclamò Lucerna città imperiale, liberandola così da ogni vincolo con la casa d'Austria. Durante il regno di Sigismondo Lucerna si assicurò una notevole parte del territorio che forma il cantone. Con gli altri cantoni del San Gottardo, Lucerna prese parte alle spedizioni militari nell'Ossola e nella valle del Ticino, durante tutto il sec. XV. Le truppe lucernesi furono anche presenti in tutte le operazioni militari svizzere dei sec. XV e XVI. Il ruolo svolto nella Confederazione dalla città divenne più rilevante a partire dal sec. XVI, quando Lucerna diventò il Paese guida della difesa e della reazione cattolica. Nel 1527 il Consiglio cittadino decretò l'espulsione dalla città dei simpatizzanti di Lutero e stabilì pene severe contro zwingliani e anabattisti. Davanti al municipio fu giurata nel 1565 l'alleanza difensiva dei cinque cantoni cattolici con il papa Pio IV. Nel 1586 a Lucerna fu fondata tra i sette cantoni cattolici la Lega Borromea. Solo nel sec. XVIII l'atteggiamento del governo cittadino si ammorbidì e la città poté riallacciare intensi contatti con le città protestanti della Confederazione. Il governo della città, a partire dal sec. XVI, fu sempre più prerogativa del patriziato cittadino, il quale lo perse nel 1798. L'attuale estensione del cantone risale alla mediazione napoleonica (1803). La restaurazione europea si tradusse a Lucerna nel ritorno del potere nelle mani del patriziato (1814). Dalla Costituzione del 1815 Lucerna fu designata, insieme con Berna e Zurigo, Vorort, cioè capitale della Confederazione. Nel 1831 i liberali conquistarono il governo tenendolo per un decennio, finché le tendenze radicali e anticlericali non suscitarono la reazione dei conservatori che ripresero il potere nel 1841, riportando il cantone su posizioni di difesa oltranzista del cattolicesimo, che diedero origine al Sonderbund (1845). Dopo la sconfitta della secessione cattolica (1848), l'intervento federale rimise al potere i liberali. Nel 1871 però i conservatori ripresero il sopravvento.

Arte

Del periodo medievale restano una parte della cinta esterna del sec. XV, con nove torri, e i due ponti coperti di legno sulla Reuss (Kapellbrücke, ca. 1300, fedelmente ricostruito dopo l'incendio che nel 1993 lo aveva quasi interamente distrutto, e Spreuerbrücke, ca. 1400). La Hofkirche, chiesa dell'antico convento benedettino di S. Leodegario, è un edificio tardo-rinascimentale del 1633, opera dell'architetto Kurrer; si conservano le due torri di facciata, tardogotiche (1506-16). La barocca chiesa dei Gesuiti (iniziata nel 1666) è decorata con stucchi di H. Mayer. Notevoli edifici pubblici e privati del Rinascimento sono il municipio (1602) e il palazzo Ritter (1557), ora sede del governo cantonale. Il Kunstmuseum conserva dipinti di scuola svizzera dal sec. XV al XX e una notevole raccolta di arte moderna.

Spettacolo

La tradizione medievale è rappresentata dal corteo carnevalesco del Bruder Fritschi (tuttora ripreso ogni giovedì grasso) e soprattutto da un Osterspiel (cioè da uno spettacolo per la Pasqua) che, presentato per la prima volta verso la metà del sec. XV, ricevette nel 1583 la sua forma più compiuta per merito di Renward Cysat e fu replicato sino al 1616. Contemporaneamente acquistava importanza il teatro dei gesuiti e divenivano sempre più frequenti le tournées di compagnie straniere che dal 1741 ebbero a disposizione un teatro permanente. Poi nel sec. XIX, in un clima di rinnovamento culturale nazionale, sorse la Theater und Musikliebhaber Gesellschaft (1806), che nel 1839 diede vita a uno Stadtheater, passato presto al comune e tuttora attivo con una compagnia stabile. Negli anni tra le due guerre, infine, hanno avuto rilievo internazionale i grandi spettacoli popolari allestiti all'aperto da Oskar Eberle (l'Osterspiel di Cysat, Il gran teatro del mondo di Calderón, Faust ecc.).