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Lucullo, Lùcio Licìnio

(latino Lucíus Liciníus Lucullus), uomo politico romano (ca. 106-57 a. C.). Militò nell'esercito di Silla, prima nella guerra sociale del 90-88 a. C. e poi nella spedizione in Asia contro Mitridate che vinse a Tenedo riportandone grande preda. I giochi che organizzò nell'80 come edile rimasero famosi per lo sfarzo. Pretore in Africa nel 77, rivestì il consolato nel 74. Ottenuto il comando della nuova guerra contro Mitridate, batté più volte l'avversario che fu costretto a rifugiarsi presso Tigrane re d'Armenia, contro cui Lucullo condusse una spedizione vittoriosa conquistandone nel 69 la capitale Tigranocerta. Nel 66, anche per l'avversione dei pubblicani di cui aveva cercato di frenare le arbitrarie esazioni, fu richiamato, cedendo il comando a Pompeo. Solo dopo tre anni gli fu concesso il trionfo. D'allora in poi si ritirò dalla politica attiva conducendo vita raffinata, per le enormi ricchezze accumulate (i suoi pranzi divennero proverbiali), coltivando amicizie (Cicerone, Catone), dedicandosi alle lettere e alle arti (scrisse una storia della guerra sociale).

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