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Luigi XVI, stile-

stile sviluppatosi durante il regno di Luigi XVI e che può essere inteso (considerato nell'ambito del vasto fenomeno artistico del neoclassicismo e valutato nei precisi caratteri che esso assunse in età napoleonica) come la versione francese della prima fase del gusto neoclassico, alla cui formazione contribuì l'interesse per forme e motivi dell'arte classica nato già nel periodo di Luigi XV sulla spinta entusiasmante delle scoperte di Ercolano e di Pompei. La ricercata eleganza di talune espressioni delle arti decorative francesi sfuggì tuttavia la misura del modello assunto dalla classicità, anche se in questo periodo si produsse quel processo di semplificazione e depurazione formale necessario alle esaltanti affermazioni dello stile Impero. Nel campo del mobile e dell'arredamento, più che trasformazioni sostanziali si ebbero variazioni stilistiche di forme e motivi del passato. Il recupero dell'antico, interpretato dal gusto settecentesco, sfociò in una sorta di eclettismo e di ambigua convivenza soprattutto tra forme neoclassiche e motivi decorativi rococò (dal gusto per le ricche appliques in bronzo dorato al gioco policromo degli intarsi di porcellana, di madreperla, di pietre dure), le cui manifestazioni travalicarono i limiti del periodo di Transizione per attenuarsi soltanto dopo gli esempi offerti da J.-L. David per vari modelli di mobili. Nel tardo stile Luigi XVI il mobile assunse strutture architettonicamente più precise; il medaglione e la lira sostituirono la forma della conchiglia nel disegno dello schienale delle sedie che, come altri elementi del mobilio, ebbero gambe dritte, a cilindro o quadrangolari. Il repertorio decorativo attinse indifferentemente dall'arte greca e da quella egizia, nonché da quella romana e dalle proposte classiche del Rinascimento italiano. I mobili di moda nel periodo rococò lo furono anche nell'epoca di Luigi XVI, ritoccati nella forma secondo una rigorosa impostazione simmetrica della linea (non più spezzata o svolta in andamento sinuoso di curve e controcurve) a cui aderì anche la sobria e calibrata decorazione. Tra gli ebanisti, menuisiers e bronzisti, si ricordano G. Guillaume,J.-F. Leleu, J.-H. Riesener, i Sené, P.-P. Thomire, A. Weisweler, J. C. Delafosse.

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