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Luis de León, fray

poeta e prosatore spagnolo (Belmonte, Cuenca, 1527-Madrigal de las Altas Torres, Ávila, 1591). Di ascendenza ebraica, studiò prevalentemente all'Università di Salamanca, dove svolse poi un'intensa e combattiva attività come teologo e, soprattutto, come ebraista, sostenitore della priorità del testo originale ebraico della Bibbia rispetto alla traduzione latina. Nel 1544 pronunciò i voti perpetui come agostiniano e da allora non smentì mai la sua profonda vocazione. Nel 1565 vinse la cattedra di Sacre Scritture. Coinvolto nelle controversie universitarie, inasprite da rivalità professionali e fra i diversi Ordini, nel 1571 fu denunciato all'Inquisizione per aver tradotto in spagnolo e commentato il Cantico dei Cantici (1560) e per aver posto in dubbio l'attendibilità della Vulgata. Il 27 marzo 1572 fu rinchiuso nelle carceri dell'Inquisizione di Valladolid, dalle quali uscì con sentenza assolutoria l'11 dicembre 1576, dopo aver subito un lungo e duro processo durante il quale si difese con estrema energia e fermezza. Luis de León tornò a Salamanca, dove fu accolto trionfalmente e riprese l'insegnamento. Nuovamente denunciato all'Inquisizione, nel 1580 e nel 1582, riuscì a evitare la condanna. Negli ultimi anni di vita curò l'edizione delle opere di S. Teresa, della quale sostenne la riforma; poco prima della morte fu eletto provinciale del suo ordine. § Figura centrale della scuola poetica salmantina e del Rinascimento spagnolo, scrisse ora in latino ora in spagnolo diversi trattati teologici e alcuni commentari alla Bibbia che documentano la sua profonda e vastissima dottrina, sintesi dello spirito e della cultura castigliani, greco-latini, italiani ed ebraici. Capolavori della prosa leoniana in castigliano sono De los nombres de Cristo (1583 e 1585; I nomi di Cristo) e La perfecta casada (1583; La perfetta sposa). De los nombres de Cristo, scritto in carcere, platonicamente presenta tre monaci agostiniani (uno dei quali è l'autore) che, riuniti in una ridente fattoria sulle rive del Tormes, dissertano e meditano sul significato simbolico dei nomi e degli attributi dati a Cristo nelle Sacre Scritture. Per la profondità della fede, la densità del pensiero teologico (sempre però espresso in forma chiara e semplice), il fresco senso naturalistico, il linguaggio stupendamente puro, ricco e armonioso, l'opera è considerata uno dei capolavori della prosa castigliana. Alta e raffinata eleganza rinascimentale ha anche lo stile de La perfecta casada, opera con carattere di esortazione morale e religiosa, che espone l'ultimo capitolo del libro dei Proverbi (i doveri della donna sposata) arricchendolo di continui riferimenti classici e di un realismo spesso ironico nella descrizione delle abitudini della moglie spagnola. L'Exposición del Libro de Job (postuma, 1779), scritta probabilmente tra il 1565 e il 1591, presenta invece notevole discontinuità stilistica. § La produzione poetica di Luis de León (pubblicata postuma a cura di Quevedo nel 1631) comprende, oltre alle liriche originali, traduzioni dal latino (Virgilio, Orazio, Tibullo, Seneca), dal greco (Euripide, Pindaro), dall'italiano (Petrarca, Bembo, Giovanni della Casa), e, soprattutto, versioni e talvolta parafrasi bibliche (Salmi, Libro di Giobbe, Cantico dei Cantici), esempi di perfetta adesione alla lettera e allo spirito del testo. Lirico di limpido equilibrio, Luis de León compose soltanto una ventina di poesie originali, ma che bastano a porlo tra i più alti poeti. Sintesi originalissima della tradizione umanistica con lo spirito cattolico della Controriforma spagnola, la poesia di Luis de León esprime l'incantata contemplazione dell'infinita grandezza del creato, il desiderio di solitudine e di silenzio, le amarezze della vita, un sereno ideale di umana perfezione, l'anelito all'elevazione a Dio e alla sua pace. Nella forma prediletta della “lira”, modellata sugli esempi italiani e impiegata con inarrivabile abilità, Luis de León traduce in espressioni perfette ogni vibrazione della sua sensibilità ricca e raffinata.

Bibliografia

A. Guy, La pensée de Fray Luis de León, Parigi, 1943; K. Vosler, Luis de León, Monaco, 1943; M. Pinta Y Llorente, Estudios y polémicas sobre Fray Luis de Léon, Madrid, 1956; G. Vallejo, Fray Luis de León. Su ambiente, su doctrica espiritual, Cali (Colombia), 1959; P. de Lorenzo, Fray Luis de Léon, Madrid, 1964; H. D. Goode, La prosa retórica de Fray Luis de León, Madrid, 1969.

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