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Lulli, Giovanni Battista

(Jean-Baptiste Lully), ballerino, compositore, direttore d'orchestra italiano, naturalizzato francese (Firenze 1632-Parigi 1687). A Parigi intorno al 1643 con il duca di Guisa, divenne garçon de chambre di M.lle de Montpensier, presso la cui corte affinò le proprie doti musicali e di ballerino, sotto la guida di M. Lambert, del quale poi sposò (1662) la figlia. Nel 1652 entrò al servizio di Luigi XIV facendo una rapida carriera, favorita oltre che dalle doti artistiche, apparse subito notevolissime sin dai primi ballets de cour composti in collaborazione con I. de Benserade (e nei quali compariva spesso al fianco del sovrano), dall'abilità con la quale mostrò di sapersi muovere nell'ambiente di corte. Nominato nel 1661 sovrintendente e compositore della camera reale, iniziò la collaborazione con Molière, Corneille e Racine; i primi due gli fornirono nel 1671 il libretto della tragicommedia Psyché, sorta di prova generale della sua attività di compositore d'opera. Nel 1672 gli fu assegnata la direzione dell'Académie Royale de Musique. Forte del privilegio reale che gli concedeva di fatto un assoluto monopolio nell'ambito della musica drammatica, iniziò nel 1673 con Cadmus et Hermione, su testo del prediletto librettista Ph. Quinault, la serie delle tragédies-lyriques che dovevano trovare in Alceste (1674), Thésée (1675), Persée (1682), Roland (1685) e nel capolavoro Armide (1686) le espressioni più significative. In esse Lulli fissò le basi del teatro lirico francese, che sarebbero rimaste inalterate, nei loro principi, sino alla Rivoluzione: una struttura testuale esemplata sui modelli illustri della tragedia del “grand-siècle”; un recitativo estremamente aderente alla struttura fonetica e significativa della parola; uno stile di canto alieno, nelle brevi arie di forma binaria, ternaria o a rondò, da ogni accento virtuosistico; un largo spazio conferito, nell'economia drammatica, al coro e al ballo, inserito con naturalezza nello sfarzoso impianto spettacolare; un discorso orchestrale vario e timbricamente brillante che ha modo di spiegarsi in numerosi episodi strumentali (a cominciare dall'ouverture, della quale Lulli fissò la tipica struttura francese consistente in due episodi in tempo grave che inquadrano un allegro in stile fugato). Notevoli, accanto alle tragédies-lyriques, anche le comédies-ballets su testi di Molière (tra le quali Il borghese gentiluomo, 1670), i balletti e nell'ambito della musica religiosa i mottetti a 2 cori per la cappella reale, di grandioso impianto strutturale, e i più semplici “piccoli mottetti” di singolare sapienza di scrittura e di forte intensità espressiva.

Bibliografia

E. Borrel, Jean Baptiste Lully. Le cadre, la vie, la personnalité, le rayonnement, les œuvres, Parigi, 1949; J. Eppelsheim, Das Orchester in den Werken Jean Baptiste Lullys, Tutzing, 1961; S. Léotard, Jean Baptiste Lully garçon de chambre, Parigi, 1979.

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