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Luogosanto

comune in provincia di Olbia-Tempio, 321 m s.m., 135,45 km², 1825 ab. (luogosantesi), patrono: Natività di Maria (8 settembre).

Centro della Gallura, posto sullo sperone che divide le valli del rio Baldu e del rio Funtanedda, suo affluente, alle falde del monte Casteddu. Locus Santus, citato per la prima volta nel 1358 fra le ville che dovevano il censo al re d'Aragona, è di origine molto più antica e nel corso del Medioevo fu più volte abitato e abbandonato. Forse già sorto in epoca nuragica, fu abbandonato intorno al sec. X e risorse nel sec. XIII intorno al santuario fondato nel 1218. Parte della curatoria di Montangia, compresa nel Giudicato di Gallura, decadde nuovamente sotto la dominazione spagnola (sec. XVI) e si riprese solo nel corso del sec. XIX.§ Nel paese, le cui abitazioni sono caratterizzate dall'uso del granito, sorge il santuario della Natività di Maria, di origine duecentesca ma molto rimaneggiato, che custodisce una Madonna lignea del sec. XVIII. Altre testimonianze del periodo medievale si trovano nei dintorni, dove sussistono i ruderi del castello di Baldu e quelli del castello di San Leonardo (sec. XI), forse sede dei primi giudici di Gallura, con la vicina chiesetta omonima. Al sec. XIII risale l'eremo di San Trano, da cui si gode un suggestivo panorama.§ L'economia si basa sull'agricoltura (ortaggi, uva da vino e frutta), sull'allevamento (ovini, suini e bovini), sulla floricoltura, sull'estrazione e lavorazione del granito e sulla raccolta e lavorazione del sughero. È rilevante il turismo estivo: la località è base di partenza per escursioni al Parco Naturale delle foreste del monte Casteddu.§ A settembre ha luogo la Festa Manna della Natività di Maria, con l'arrivo al santuario di numerosi pellegrini da tutta la Gallura; inoltre ogni sette anni avviene l'apertura della “porta santa” (negli altri anni murata), che rimane spalancata per 12 mesi, e la festa assume una particolare solennità.

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