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Lusàzia

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Generalità

Regione dell'Europa centrale, politicamente divisa tra la Germania (cui ne appartiene la maggior parte), la Polonia e la Repubblica Ceca. Si estende su una regione prevalentemente collinare tra i monti della Lusazia a S e la Selva della Sprea a N e tra il corso dell'Oder a E e quello dell'Elba a W, ed è attraversata dai fiumi Sprea e Neisse (Lausitzer Neisse). Si divide in Alta Lusazia (tedesco Oberlausitz) a S e Bassa Lusazia (Niederlausitz) a N. Centri principali sono Cottbus e Görlitz. In tedesco, Lausitz; in sorabo, Lužica.

Storia

L'odierna Bassa Lusazia, abitata fin dall'antichità dai Sorabi, popolazione slava, fu conquistata all'Impero nel sec. X dal margravio Gero. Costituì il dominio dei Wettiner (1036) che la vendettero agli Ascani (1303), signori delle "Sei Città". L'Alta Lusazia, attribuita alla Boemia (1368), con la Pace di Praga (1635) passò alla Sassonia e col Congresso di Vienna (1815) alla Prussia. La popolazione soraba, sottoposta alla dominazione tedesca, mantenne la propria identità nazionale e la propria lingua, resistendo anche all'intenso processo di germanizzazione avviato all'indomani della costituzione dell'Impero germanico (1871). Nel 1935 il Consiglio Nazionale Lusaziano (Sorbska Dorowina) chiese a Hitler la concessione di una limitata autonomia, ma venne sciolto d'autorità e il suo presidente Pawel Nedo deportato.

Letteratura

I primi documenti della letteratura lusaziana, nelle due varietà linguistiche alto sorabo (Alta Lusazia) e basso sorabo (Bassa Lusazia), risalgono al sec. XVI. Si tratta di scritti a carattere religioso legati alla diffusione del protestantesimo, come la traduzione del Nuovo Testamento nell'idioma della Bassa Lusazia di Mikławš Jakubica (1548) e un catechismo luterano, sempre in sorabo inferiore, curato da Albin Moller (n. ca. 1543), che è anche il più antico libro stampato in Lusazia (1574). Di una cinquantina d'anni più tardi sono i primi testi in alto sorabo: è infatti del 1579 il catechismo luterano di Wjacław Warich. Il Seicento e il Settecento videro ancora il prevalere di tematiche religiose, mentre intorno al 1850, col risvegliarsi della coscienza nazionale, si sviluppò una letteratura originale, che ebbe come centro di diffusione l'Alta Lusazia. Personalità dominante di questo periodo fu Handrij Zejler (1804-1872), nelle cui poesie accanto a temi religiosi si fanno strada problematiche politiche e sociali. Ma un vero rinnovamento nei temi e nel linguaggio si ebbe solo con Jakub Bart (noto con lo pseudonimo di Ćišinski, 1856-1909), la cui poesia tocca una gamma vastissima di sentimenti, e il tema autobiografico si alterna a quello patriottico con molta verità d'accenti. Anche il campo della filologia, della linguistica e della storiografia si arricchì a opera di Jan Pĕtr Jordan (1818-1891), che scrisse una grammatica del lusaziano inferiore, di Jan Arnošt Smoler (1816-1884), che raccolse i Canti popolari dei serbo-lusaziani superiori e inferiori, e soprattutto di Arnošt Muka (1854-1932), autore di un monumentale Dizionario della lingua serbo-lusaziana inferiore e dei suoi dialetti. Nel Novecento, nonostante due guerre e il nazismo, la letteratura lusaziana si è tuttavia arricchita tanto da imporsi all'attenzione degli altri Paesi. In campo teatrale si sono imposte le vigorose personalità di Mikławš Hajna e soprattutto del figlio Feliks, di Maria Kubašec e di Jurij Wjela; tra i poeti spiccano Jan Skala, Józef Nowak, Pawol Koječmar e Jan Lajnert. Tra gli scrittori contemporanei un posto di rilievo spetta a Jurij Brězan autore di versi, racconti e romanzi che ritraggono di preferenza la vita contadina della Lusazia. Più modesta è stata dall'Ottocento l'attività letteraria nella Bassa Lusazia, portata avanti prevalentemente da popolane o contadine autodidatte come Mina Witkojc, Mariana Domaškojc, Maria Budychojc. Si ricorda inoltre il lirico Frido Mětšk.