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Lutèro, Martino

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Biografia

(tedesco Martin Luther). Riformatore religioso tedesco (Eisleben, Turingia, 1483-1546). Figlio di Hans e Margarethe Ziegler, di estrazione contadina ma arricchitisi nell'ambito dell'industria mineraria, Lutero, il fondatore del luteranesimo, ebbe modo di studiare in varie località della Sassonia. Nel 1502 ottenne il baccellierato in "arti" a Erfurt; nel 1505 fu nominato magister artium. Indirizzato dal padre agli studi di diritto, il 2 luglio 1505 mentre rientrava a Erfurt dopo un evento "misterioso" (un fulmine? la morte di un amico? una crisi spirituale maturata improvvisamente?) fece voto di farsi monaco. Il 17 luglio entrò nel convento (o monastero) degli eremiti agostiniani di Erfurt. Il suo periodo ecclesiastico durò fino al 1521, quando fu scomunicato definitivamente come eretico da Roma e ruppe ogni possibilità di compromesso con l'imperatore e con il papato alla Dieta di Worms. Dopo un breve viaggio a Roma, nell'inverno 1510-11, aveva insegnato all'Università di Wittenberg; nel frattempo aveva ottenuto il titolo di "dottore in teologia" (1512). Il 31 ottobre 1517 pubblicò le famose novantacinque tesi sulle indulgenze, che furono alla base della Riforma protestante e che provocarono sia pure indirettamente la frattura dell'unitaria Chiesa medievale. Le tesi sono importanti più che per la denuncia della strumentalizzazione delle indulgenze e di una certa interpretazione cattolica del Purgatorio, per il richiamo alla spiritualità cristologica. Inoltre le tesi rappresentano la maturazione di una crisi teologico-religiosa precedente all'"impatto" del 1517, contenuta nella cosiddetta "teologia del giovane Lutero". Alcuni scritti programmatici, infine, quali An den christlichen Adel deutscher Nation (1520; Alla nobiltà cristiana della Nazione tedesca) e Von der babylonischen Gefangenschaft der Kirche (1520; Sulla cattività babilonese della Chiesa) esasperarono le sue posizioni antiromane e lo portarono al di fuori dell'ortodossia. Messo al bando dall'Impero, per proteggerlo il principe elettore Federico il Savio lo fece sequestrare nel ritiro di Wartburg, dove Lutero iniziò la traduzione della Bibbia: nel 1522 aveva portato a termine il Nuovo Testamento e nel 1534 l'Antico Testamento. La lingua di cui si servì era una mescolanza geniale di creazioni personali, di sassone-turingio aulico e di linguaggio popolare depurato degli elementi fonetico-morfologici specificamente dialettali, ma non dei modi di dire e dei proverbi. La traduzione non solo favorì la diffusione della Riforma ma divenne un modello linguistico unico e indiscusso, avviando un processo di unificazione delle parlate regionali. Fedele al senso assai più che alla lettera, essa segnò l'inizio del nuovo alto tedesco ossia del tedesco moderno. Il 1525 fu l'anno della polemica di Lutero con Erasmo (De servo arbitrio) sulla libertà della volontà umana e della disputa con Zwingli sulla santa Cena. Dal 1525 in poi Lutero si ripiegò su se stesso, fors'anche perché turbato dai sommovimenti provocati dalle rivolte contadine e dagli anabattisti. Si dedicò alla definizione della dottrina, del culto e all'organizzazione della nascente Chiesa luterana; in ciò assistito, tra l'altro, da Melantone e dal Pomerano (J. Bugenhagen). Di questi anni sono gli scritti sul battesimo, sulla Abendmahl Christi (1528; Cena di Cristo), l'importante Grosser Katechismus (1529; Grande Catechismo). Una puntualizzazione della nascente Chiesa è la Confessio Augustana del 1530. Gli ultimi anni della sua vita Lutero li trascorse a Wittenberg con la famiglia (si era sposato nel 1525 con la ex monaca Katharina von Bora, dalla quale ebbe sei figli). Quest'ultimo periodo fu probabilmente poco tranquillo per i molti problemi e le grette sollecitazioni politiche. Nel 1545 Lutero scrisse Wider das Papsttum zu Rom vom Teufel gestiftet (Contro il Papato di Roma fondato dal diavolo), con il quale giunse a trascurare il papa per contestare l'istituzione stessa della Chiesa.

Teologia

Punto di partenza della teologia di Lutero è la giustificazione come dono della misericordia divina all'uomo, che pone la sua fiducia nella sufficienza della redenzione del Cristo. Dio, in Lutero, non è più l'abitante delle zone inaccesse della metafisica, ma il Dio tutta volontà, vita e azione, quale si rivela nella Bibbia e soprattutto nel Verbo incarnato, Gesù Cristo. In questo contesto la Bibbia assume valore di norma assoluta, a cui deve essere sottoposta sia la dottrina, sia la morale e la tradizione. Al centro della Bibbia è Cristo, che la valorizza e le conferisce autorità in quanto latrice del suo messaggio. Emanazione e prolungamento del sacro testo è la parola predicata, apportatrice del Vangelo di salvezza per l'assistenza dello Spirito Santo. La creazione come opera di Dio non è il frutto di un fiat istantaneo, ma continua nel tempo in una presenza viva del Creatore in ogni creatura e per essa in ogni ordinamento umano e nella storia, dando luogo a un ordine, che viene alterato solo quando l'uomo non rimane in posizione subordinata come "cooperatore", ma pretende di mettersi alla pari con Dio come "concreatore". Questa visione divina dell'umanità come era nel pensiero originario di Dio si realizza nel Cristo e solo per lui l'uomo è riscattato, perché dopo il peccato originale la volontà dell'uomo non è più libera davanti a Dio. Così ridotto l'uomo sente la sua impotenza davanti alla Legge, che gli mostra che cosa deve fare senza fornirgliene i mezzi. A questo punto però interviene il Vangelo, che gli annuncia la salvezza in Cristo "per pura grazia". Creazione della parola vivente del Vangelo è la Chiesa, "comunione di santi", soggetto attivo nella cura delle anime, e quindi con poteri di nominare e destituire i suoi pastori e dottori, al di fuori di ogni gerarchia. Sostanza del culto della Chiesa luterana è la predicazione, ma Lutero in questo campo si limita a togliere dalla liturgia tradizionale solo quello che appare manifestamente riprovato dalle Sacre Scritture. Fondandosi sulla dottrina della giustificazione, Lutero opera una vasta trasformazione anche nella vita morale del cristiano: non con opere specificatamente religiose o seguendo quelli che sono definiti "consigli evangelici" si opera la propria santificazione, ma rimanendo nel posto che il Cristo, tramite gli altri fedeli, ci invita a occupare nella società, rendendo gloria a Dio nell'obbedienza alla chiamata e servendo il prossimo con amore. Nel pensiero di Lutero è presente anche una forte persuasione dell'imminenza della fine del mondo. Egli infatti identifica l'Anticristo nel papa, per la perversione a cui ha portato la dottrina del Cristo, e nei Turchi per le violenze con cui opprimono la cristianità. Pur vivendo nel fosco crepuscolo del cristianesimo, Lutero però si rallegra perché a esso succederà la comunione eterna dei credenti con Dio. Lutero non fu però solo un teologo; egli fu una personalità complessa ed eccezionale, lo comprovano anche i famosi "discorsi a tavola" (Tischreden) raccolti da parenti, estimatori e discepoli. Egli fu per i seguaci un simbolo, un eroe, l'ultimo dei grandi profeti (nell'Orazione funebre, detta da F. Melantone, c'è l'equazione Lutero=Lux et vox Evangelii). La sua venuta e la sua opera furono addirittura interpretate come eventi premonitori dell'imminente fine del mondo (parusia, dopo l'avvento dell'Anticristo, cioè del papa e del turco).

Opere principali

La produzione teologica e letteraria di Lutero è molto vasta ed è stata raccolta in due edizioni complete: Wittenberg 1539-59; Erlangen-Francoforte 1826-86. Fra le sue opere principali: Sermon von Ablass und Gnade (1526; Discorso sulla remissione e la grazia); Sermon von den guten Werken (1530; Discorso sulle opere buone); Von der Freiheit eines Christensmenschen (1520; Sulla libertà di un uomo cristiano); Von der Ordnung des Gottesdienstens in der Gemeinde (1523-24; Sulla disciplina del servizio divino nella comunità); De libero arbitrio (1524); Ermahnung zum Frieden auf die 12 Artikel der Bauern (1525; Esortazione alla pace in base ai 12 articoli dei contadini); Deutsche Messe (1526; La messa tedesca); Kleiner Katechismus (1529; Il piccolo Catechismo); Von den Conciliis und Kirchen (1539; Sui concili e la Chiesa); Von den Juden und ihren Lügen (1543; Sui giudei e le loro menzogne); Gesangbüchlein (1545; Libretto di poesie).

Bibliografia

A. Agnoletto, La filosofia di Lutero, in “Grande Antologia Filosofica”, vol. VIII, 1964; idem, Lutero, Fossano, 1972; D. Olivier, Il processo Lutero, Roma, 1972; R. Dalbiez, L'angoisse de Luther, Parigi, 1974; G. Ebeling, Lutero: l'itinerario e il messaggio, Torino, 1988.