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Lydgate, John

poeta inglese (Lydgate, Suffolk, ca. 1370-Bura, Saint Edmunds, ca. 1450). Benedettino del monastero di Bury Saint Edmunds, fu discepolo del Chaucer, echi della cui opera sono diffusamente percepibili nella sua vastissima produzione (oltre 140.000 versi). Tenuto in grande considerazione dai suoi contemporanei, è tuttavia, più che un autentico poeta, un onesto artigiano del verso, la cui opera conserva comunque ancora un certo interesse storico e linguistico. Si ricordano tra i suoi poemi, tutti pubblicati postumi: The Pilgrimage of the Life of Man (Il pellegrinaggio della vita dell'uomo), traduzione da Guillaume de Diguleville che anticipa vagamente The Pilgrim's Progress del Bunyan; il prolisso Troy Book (26.000 versi), derivato dalla Historia Destructionis Troiae di Guido delle Colonne; The Falle of Princis (36.000 versi in rhyme royal), basato sul De casibus virorum illustrium del Boccaccio; e The Temple of Glass (Il tempio di vetro), che è insieme la più chauceriana e la più leggibile delle opere sicuramente a lui dovute. Molto discussa è invece l'attribuzione a Lydgate del breve poemetto London Lickpenny (Londra succhiasoldi) che, per la sua vivace rappresentazione satirica della vita londinese, e anche per la sua inconsueta brevità, potrebbe costituire oggi il maggior titolo di merito del poeta quattrocentesco.

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