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Màrio, Albèrto

patriota e scrittore italiano (Lendinara 1825-1883). Prese parte alla campagna del 1848, fu alla difesa di Vicenza e di Bologna e, conosciuto Mazzini, collaborò all'Italia e Popolo, ai preparativi della spedizione di Sapri e al vano tentativo contro i forti di Genova (1857). Arrestato e costretto all'esilio in Inghilterra e negli Stati Uniti d'America, ritornò in Italia per prendere parte alla II guerra d'indipendenza; espulso di nuovo per le sue idee repubblicane, si stabilì a Lugano dove diresse il periodico mazziniano Pensiero e Azione. Accostatosi intanto a Cattaneo e assunte posizioni politiche meno astrattamente intransigenti, partecipò con la moglie Jessie White alla spedizione Medici in Sicilia dove fondò per incarico di Garibaldi una sorta di collegio militare. Eletto deputato, rifiutò di prestare giuramento e finì sotto processo. Combatté ancora con Garibaldi nella campagna del 1866 e a Mentana, ma non lo seguì nell'impresa dei Vosgi (1870) che disapprovava. Negli ultimi anni della sua vita si dedicò prevalentemente al giornalismo e agli studi, rivelando vivo interesse per i problemi economico-sociali. Pubblicò: La mente di Carlo Cattaneo (1870), Camicia Rossa (1875), Teste e figure (1877), Garibaldi (1879).

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