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Màssimo (famiglia)

nobile famiglia romana, risalente, secondo la leggenda, alla gens Fabia, ma documentata solo a partire dal 999 quando si ha notizia di un Leo de Maximis. Nel 1193 un Giovanni era proprietario di un casale fuori Roma, il Trullo dei Massimi. Si ricordano poi: Alessandro (sec. XIII), che combatté contro gli Orsini; Pietro (sec. XV) che diede fasto alla famiglia con la costruzione del palazzo in Parione, e insieme con il fratello Francesco ospitò la più antica stamperia romana, quella dei tedeschi Sweynheim e Pannartz (1467); Angelo (sec. XVI), che edificò il palazzo di Pirro; Luca (sec. XVI), di cui la figlia Porzia (sec. XVI) fondò il monastero di S. Caterina a Magnanapoli; Lello (sec. XVI), che partecipò alla battaglia di Lepanto, e Carlo Camillo (1620-1677), che fu nunzio apostolico a Madrid, cardinale (1670) e mecenate. Verso la metà del sec. XVI Fabrizio e Tiberio diedero origine ai due rami dei principi Massimodelle Colonne e dei duchi Massimod'Aracoeli estintosi nel 1907. In epoca più recente si ricordano: Francesco Camillo (1730-1801), firmatario del Trattato di Tolentino, e Massimiliano (Roma 1849-1911), gesuita e fondatore di un celebre istituto educativo.

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