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Mèsia

(latino Moesía). Antica regione balcanica compresa all'incirca tra la Pannonia, la Dacia, il Mar Nero e la Tracia, corrispondente approssimativamente alla odierna Serbia, alla Bulgariasettentrionale e alla Dobrugia romena. Anticamente fu abitata da tribù di origine tracia, soggette prima ai Persiani e poi ai Traci. Un primo contatto con i Romani avvenne con la vittoria riportata su di essi da Scribonio Curione nel 75 a. C., ma la conquista della regione da parte di Roma avvenne solo nel 29 a. C. a opera del governatore della Macedonia M. Licinio Crasso. Fu organizzata in provincia verso il 15 d. C.: vi avevano stanza le legioni, tre o quattro, a difesa del confine sul Danubio e la flotta del Mar Nero (classis Moesica). Fu successivamente divisa in due parti sotto Domiziano, la Mesia superiore con capitale Serdica e la Mesia inferiore con capitale Marcianopolis (Provadiyal), da cui prese poi le mosse Traiano per la conquista della Dacia, avvenimento ricordato da un trofeo che si può vedere ancora oggi ad Adam-Clissi. Nel sec. II la Mesia conobbe un periodo di grande prosperità: la produzione di frumento e di frutta nelle sue pianure era così abbondante da farla considerare quale horreum Cereris. Vi si svilupparono dai campi militari romani sul Danubio numerosi centri urbani, tra i quali Singidunum (Belgrado), Scupi (Skopje), Durostorum (Silistra), Viminacium (Kostolac), che divennero colonie o municipi aggiungendosi alle antiche città greche sulla costa del Mar Nero: Tomi (Costanza) e Odesso (Varna) e a Naisso (Niš), patria di Costantino, sulla Morava superiore. Il latino poté così impiantarvisi tra le tribù locali. Perduta dai Romani la Dacia alla fine del sec. III, la Mesia ridivenne, a opera di Aureliano, che ne era forse originario, provincia unica di confine, dipendente prima dalle diocesi della nuova Dacia (ripensis) e della Tracia e costituendo poi essa stessa diocesi a sé. Pur potentemente difesa con un muro da Axiopolis a Tomi e con un sistema di fortini sul Danubio, fu investita più volte e saccheggiata, tra il sec. IV e il VI, da Goti, Alani, Unni, e nel sec. VII da Slavi e Bulgari.

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