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Mňačko, Ladislav

giornalista e scrittore slovacco (Valašské Klobouky 1919-1994). Noto soprattutto per i suoi reportages sull'epoca staliniana, esordì con tipici drammi socialisti (Ponti verso l'est, 1952; L'acqua viva, 1954) cui seguì il romanzo, in parte autobiografico, La morte si chiama Engelchen (1959), rievocazione di un'azione punitiva dei nazisti contro partigiani slovacchi. Il gusto del potere (1968) segnò l'allontanamento di Mňačko dall'ortodossia del partito. Tra i libri di reportages il più importante è Reportages tardivi (1963). Nel 1967 riparò all'estero dopo essere stato privato della cittadinanza per la sua protesta nei confronti della politica cecoslovacca contro Israele. Tra le opere successive: Il compagno Münchhausen (1972) e Un discorso solenne. Satire (1975).

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