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Maḥfūz, Nağib

scrittore egiziano (Il Cairo 1911-2006). Dopo l'esordio sulla rivista al-Maǧallah al-ǧadidah, pubblicò nel 1943 il romanzo storico Radūbīs, ambientato nell'epoca faraonica, passando poi, a partire dal 1945, a raccontare storie dei vicoli della sua città natale (Zuqāq almidaqq, Il vicolo del mortaio). In seguito alla rivoluzione del 1952 e ai grandi cambiamenti avvenuti in Egitto, Naǧib Maḥfūz smise di pubblicare fino al 1956, anno in cui uscì Bayn al-Qaṣrayn (Tra i due palazzi), primo volume di una trilogia che comprende Qaṣr as-Shawq (Il palazzo del desiderio) e as-Sukkarīyya (La via dello zucchero). È del 1959 il suo libro più contestato, Awlād Ḥāratinā (I ragazzi del nostro quartiere), censurato in Egitto e pubblicato in Libano. Malḥamat al-Ḥarāfīsh (1977; L'epopea degli Harāfīsh) è considerato dalla critica una delle opere più significative di Naǧib Maḥfūz, che è anche collaboratore delle maggiori testate egiziane e sceneggiatore. Nel 1988 è stato insignito del premio Nobel per la letteratura. In seguito ha pubblicato Layali alf Layla (1982; Notti delle Mille e una notte, 1997), Asda’al-Sira al-Dhatiya (1994; Echi di un'autobiografia), Qahwa Qustumar (1998; Caffè Qustumar), La cortigiana del faraone (2003), Rhadopis (2003; Rhadopis. La cortigiana del faraone), Il giorno in cui fu ucciso il leader (2005), dove l'autore traccia il profilo di una famiglia della classe media cairota sotto la presidenza di Sadat.

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