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Macerata (provincia)

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provincia delle Marche, 2774 km², 319.650 ab. (stima 2007), 114 ab./km², capoluogo: Macerata. Comuni: 57. Sigla: MC.

Generalità

È la meno densamente abitata fra le province della regione ed è delimitata da quelle di Ancona, Perugia e Ascoli Piceno e si affaccia sul mare Adriatico a E, con una fascia costiera che si estende fra le foci dei fiumi Musone e Chienti.

Territorio

Nella parte interna del terrirorio si elevano i rilievi subappenninici, costituiti da formazioni arenacee e marnoso-argillose, facilmente erodibili, e incisi dai profondi solchi vallivi dei fiumi Potenza, Chienti e Fiastra, che scendono al mare con un corso orientato a NE. Alle dorsali subappenniniche succedono i rilievi prevalentemente calcarei dell'Appennino Umbro-Marchigiano, del quale rientra nel territorio provinciale il tratto del versante adriatico compreso tra il monte Penna e i monti Sibillini, nonché l'alto bacino del fiume Nera, tributario del mar Tirreno tramite il Tevere. Negli ultimi anni del Novecento numerosi bacini lacustri realizzati per alimentare centrali idroelettriche hanno arricchito e variato il paesaggio montano, con positivi effetti anche sul turismo. La principale emergenza ambientale riguarda l'entroterra, caratterizzato da rischio sismico. Nel settembre del 1997 il capoluogo e alcuni centri minori della provincia sono stati danneggiati da una forte scossa di terremoto che ha colpito anche l'Umbria. Ricade nel territorio provinciale una parte del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, cui si aggiungono, per tutelare il patrimonio ambientale, le riserve naturali Abbadia di Fiastra e Montagna di Torricchio. Notevoli sono le variazioni climatiche tra la fascia costiera e i primi rilievi collinari, con deboli escursioni termiche, inverni assai miti, estati non troppo calde e moderate precipitazioni, e la regione montuosa appenninica, caratterizzata da inverni lunghi e freddi, estati fresche e precipitazioni copiose, specialmente nei mesi primaverili e autunnali. Dal punto di vista demografico la provincia segue la tendenza delle altre realtà regionali, con un saldo del movimento naturale negativo, bilanciato dal flusso migratorio proveniente da altre province d'Italia, ma soprattutto dall'estero. La popolazione è distribuita nel territorio in modo piuttosto uniforme, con punte massime nelle zone subappenninica e costiera, e minime nella regione montuosa dell'interno. Oltre al capoluogo, il sistema urbano del Maceratese è imperniato su numerose piccole città, uniformemente distribuite sul territorio, di notevole valore storico-culturale: Civitanova Marche, Recanati, Tolentino, Potenza Picena, Corridonia, San Severino Marche e Matelica. Questo equilibrio nella suddivisione della popolazione si evince anche dallo scarso peso demografico del capoluogo, dove risiede meno di un ottavo della popolazione provinciale totale. Per quanto riguarda la rete viaria l'entroterra è collegato con il mare attraverso le SS 361 (che diventa nei pressi di Montecassiano SS 571) e 77, e la bretella autostradale che, seguendo la valle del Chienti, unisce Tolentino a Civitanova Marche. Questa città riveste una funzione importante per l'intero territorio provinciale, essendo raggiunta dalla direttrice adriatica (A14 Bologna-Taranto) e dalla SS 16, che le corre parallela.

Economia

L'economia si basa essenzialmente sull'agricoltura, che produce in prevalenza frumento, uva da vino, olive, barbabietole da zucchero, ortaggi e frutta; è fiorente l'allevamento bovino e suino, ma anche ovino e caprino, e discreta importanza ha pure la pesca. L'industria è attiva, con impianti perlopiù di piccole dimensioni, nei settori alimentare, calzaturiero, dell'abbigliamento, delle pelletterie e dei materiali da costruzione. Sconfinano nel Maceratese il distretto industriale di Fabriano, per la produzione della carta, e quello di Castelfidardo, dove si realizzano strumenti musicali. L'aumento della domanda di beni di consumo e di servizio ha dato impulso al processo di terziarizzazione della provincia, incentivato anche dall'affermazione di consistenti attività turistiche, che hanno rappresentato una valida alternativa alla crisi occupazionale. Il centro di Visso, in particolare, è divenuto base per l'escursionismo e frequentata località per la pratica di sport invernali. Notevoli strutture sportive, ricettive e ricreative sorgono anche a Castelsantangelo sul Nera, Ussita, Bolognola, Sarnano e Acquacanina.