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Maddalóni

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comune in provincia di Caserta (7 km), 73 m s.m., 36,53 km², ab. 37.546 (maddalonesi), patrono: san Michele Arcangelo (29 settembre).

Generalità

Cittadina della Terra di Lavoro, posta alla destra dei Regi Lagni. È un attivo centro agricolo e industriale, con una parte più antica raccolta intorno alla collina e una più moderna che si estende in pianura.

Storia

È citata per la prima volta nel 774 come Mataluni, nome derivante forse da una chiesa dedicata alla Maddalena. Nella pianura sottostante sorgeva la città di Calatia (risalente almeno al sec. VIII a. C.), definitivamente assoggettata da Roma nel 211 a. C., al tempo della seconda guerra punica. Nell'862 Calatia fu distrutta dai Saraceni e gli abitanti si rifugiarono sul colle, nel borgo di Mataluni, fortificato in seguito da Ruggero II. Dal 1465, per circa tre secoli, fu ducato dei Carafa, divenendo uno dei principali centri della Terra di Lavoro. Fu gravemente colpito dal terremoto del 1980.

Arte

Nella parte pianeggiante sorgono numerosi edifici del sec. XIX, mentre nella parte in lieve pendio si trovano costruzioni barocche e un complesso monumentale formato dalla chiesa del Corpus Domini (fiancheggiata da un oratorio barocco e dalla chiesetta di Sant'Agnello), con elegante campanile del Vanvitelli e pregevoli opere in marmo (sec. XVIII) nel presbiterio; dal Palazzo del Municipio; dall'ex Caserma Bixio, ora Villaggio dei Ragazzi; e dalla chiesa dell'Annunziata. Questa, molto rimaneggiata nei sec. XVII-XVIII, a una sola navata con cappelle laterali e soffitto intagliato e dipinto, contiene opere di G. Balducci (1603-05) e un affresco del sec. XV (Pietà). La chiesa dell'Immacolata ha un bell'altare marmoreo settecentesco e un'ampia cupola. Il castello, di probabile origine longobarda, subì rifacimenti fra i sec. X e XIV. Nel Museo Civico sono raccolti oggetti provenienti dalla necropoli di Calatia.

Economia

L'industria opera nei settori alimentare, tessile, dell'abbigliamento, dei materiali da costruzione e del legno e della produzione di apparecchi telefonici ed elettronici; tradizione secolare ha il comparto tipografico. Sono attive cave di calcare ed è ancora vivo l'artigianato dell'impagliatura delle sedie. Si coltivano olivi, viti e alberi da frutto nelle zone collinari e ortaggi, cereali e canapa in pianura; è praticato l'allevamento (bovini, suini, ovini, pollame e conigli).