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Maggi, Carlo Marìa

poeta e giurista italiano (Milano 1630-1699). Insegnò dapprima greco e latino nelle scuole palatine e fu segretario del Senato, accademico della Crusca e dell'Arcadia. Si oppose al marinismo, creando un genere di poesia aderente al classicismo e tutta impregnata di moralismo religioso e d'impegno civile. Maggi fu autore anche di opere teatrali e di versi in dialetto milanese, soprattutto di carattere satirico, con saporiti quadri di vita e anche una certa validità poetica (La Lucrina; Ippolita, regina delle Amazzoni, 1670; Il trionfo di Augusto in Egitto, 1672; Amor tra le armi, ovvero Corbulone in Armenia, 1673; Bianca di Castiglia, 1674; Gratitudine umana ovvero Affari ed amori, 1675; Ben venga maggio o La Ninfa guerriera). Maggi scrisse anche la tragedia La Griselda di Saluzzo, alcune ne tradusse dal greco e dal latino e compose i due drammi sacri Il ritorno d'Asoto e La Topiste. Ancora valide sono le cinque commedie in cui compare la maschera ambrosiana di Meneghino, alla quale Maggi ebbe il merito di dare dignità letteraria, concretizzando in essa il moralismo che nelle altre sue opere appare troppo generico e astratto (Il Barone di Birbanza, Il falso filosofo, Il Manco male, I consigli di Meneghino, l'atto unico Il concorso dei Meneghini, oltre a intermezzi teatrali, ecc.).

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