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Malatya (città)

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capoluogo della provincia omonima (Turchia), 381.081 ab. (2000).

Generalità

Situata alla destra del fiume Tohma, affluente dell'Eufrate, ai piedi dei Monti Malatya. Attivo nodo stradale e ferroviario sulla linea Sivas-Diyarbakır, è sede universitaria.

Storia

Ricordata nelle fonti ittite e assire con il nome di Maldiya e Meliddu, cadde sotto il dominio assiro verso la fine del sec. VIII a. C., venendo in seguito abbandonata. In epoca imperiale romana, sotto i Flavî, diventò acquartieramento per la 12ª legione e con Diocleziano fu capitale dell'Armenia Seconda. Distrutta dai Persiani nel 577 nel corso di una ritirata seguita a un combattimento con l'esercito bizantino, fu conquistata dai Saraceni, ripresa dai Bizantini, passando poi sotto il dominio degli Arabi, che la ricostruirono. Tornata sotto il dominio bizantino nel 934, fu conquistata dai Turchi Selgiuchidi nel 1102. Dal 1516 fece parte dell'Impero Ottomano e, dopo il 1923, della Turchia.

Arte

L'Ulu Cami (Grande Moschea) risale alla metà del sec. VII, ma fu ricostruita dai Selgiuchidi nel sec. XIII. Il Silahtar Mustafa Paşa Hanı è un caravanserraglio ottomano del sec. XVII. Il Museo di Malatya espone reperti archeologici dal Paleolitico all'epoca bizantina, tappeti e ricami. § Nei pressi di Malatya, sulla collina di Arslantepe, sono stati scavati i resti di un'antica città i cui strati inferiori hanno restituito ceramica del tipo el-Obeyd e Susa e presentano livelli del Bronzo antico e anatolico. L'epoca di maggior splendore fu tuttavia quella neoittita, di cui si è messo in luce un interessante complesso monumentale; vi predomina lo stile siro-ittita caratterizzato dal bit-hilani, elemento tipico della Siriasettentrionale. La datazione proposta per opere quali la Porta dei Leoni, i rilievi con scene di caccia e la statua del re è il 1000-700 a. C. Nel 713 infatti Malatya fu occupata dagli Assiri. In seguito la città, che le fonti classiche ricordano con il nome di Melite, fu abbandonata (ebbe una ripresa con Traiano e in età bizantina) ma diede il nome alla regione, Melitenè. Gli scavi che l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza” porta avanti sulla collina di Arslantepe dal 1961 hanno fornito negli ultimi anni risultati di eccezionale interesse. La scoperta più importante è stata effettuata nel corso della missione condotta nel 1996: in un'area situata ai limiti del complesso palaziale in gran parte riportato alla luce negli anni precedenti è stata localizzata una sepoltura di tipo principesco. La tomba, databile al 3000 a. C., fu realizzata per la deposizione delle spoglie di un personaggio di rango certamente molto elevato, che fu adagiato in una camera costruita con grandi lastre di pietra. Al di fuori della camera, sono stati trovati gli scheletri di altri quattro individui, due donne e due uomini. Questi furono sepolti insieme al personaggio più importante e la circostanza lascia legittimamente supporre che, in ossequio a un ben preciso rituale, alla morte del signore essi furono sacrificati. Se si escludono la rottura e il parziale crollo della grande lastra monolitica che copriva la camera sepolcrale principale, la tomba è stata ritrovata in eccellente stato di conservazione e ha restituito tutti i pezzi che componevano i corredi del signore e delle due donne (i due uomini trovati all'esterno ne erano invece privi). Spicca l'ingente quantità di manufatti in metallo: 75 pezzi in totale, di cui oltre 60 deposti nella tomba del signore. Si tratta di monili, armi e utensili in oro, argento e bronzo. L'importanza della scoperta non è soltanto dovuta alla ricchezza del corredo funebre, ma anche al fatto che si tratta, alla luce della datazione, della più antica tomba principesca finora conosciuta. Fra le armi rinvenute c'è inoltre una spada e anche in questo caso si tratta della più antica attestazione di questa classe di oggetti, poiché le spade più antiche erano finora quelle rinvenute ad Alaça Hüyük e databili al 2400 a. C. Una successiva campagna di scavo, condotta nel 1998, ha avuto esiti di straordinaria rilevanza non soltanto ai fini dell'approfondimento delle conoscenze sul sito medesimo, ma, in generale, per la ricostruzione della preistoria e della protostoria dell'intera area anatolica (soprattutto per quel che riguardò i suoi rapporti con l'area della Mesopotamiameridionale nel corso del IV millennio a.C.). In un'area contigua a quella scoperta nel 1996, sono stati riportati alla luce i resti di una vasta struttura a carattere pubblico, che ha la sua peculiarità più interessante nella presenza di una grande sala centrale (18x7,20 m) provvista di una tavola di notevoli dimensioni (5x2,5 m ca). Su questa tavola e intorno a essa sono state ritrovate numerosissime ciotole, che costituiscono l'unico tipo di manufatto presente all'interno della sala. In ambienti secondari, invece, sono state ritrovate ancora ciotole e numerose cretule. L'insieme di queste circostanze - la grandiosità della struttura, la presenza esclusiva delle ciotole nella sala principale, la presenza di cretule - ha indotto gli studiosi che lavorano ad Arslantepe a concludere che l'edificio era la sede in cui veniva effettuata una distribuzione di razioni alimentari alla popolazione dell'insediamento. La pratica, ben nota in altri contesti e presso molte culture, ha profondamente sorpreso gli archeologi per il fatto che la struttura sembra databile con più che accettabile approssimazione intorno al 3700-3500 a.C. Ciò vuol dire che, in epoca assai più antica di quanto finora attestato, esisteva un sistema gerarchico alla cui sommità stava un potere capace di gestire un sistematico processo di accumulazione e di ridistribuzione delle risorse. Altro elemento di grandissimo interesse è che la maturazione di questo assetto socio-politico appare essere frutto di un'elaborazione interna al sito di Arslantepe e, quindi, gli sviluppi che finora erano stati considerati come uno degli esiti dei contatti con le comunità della Mesopotamia hanno avuto una ben diversa matrice; né si può escludere che il processo abbia funzionato in senso esattamente opposto: le genti dell'area mesopotamica meridionale venute a contatto con Arslantepe avrebbero recepito il modello colà vigente e lo avrebbero fatto proprio.

Economia

Malatya è sede di industrie alimentari, tessili e del cemento. Di un certo rilievo è il turismo. Aeroporto.

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