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Malawi (Stato)

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(Mfuko la Malawi). Stato dell'Africa centromeridionale (118.484 km²). Capitale: Lilongwe. Divisione amministrativa: regioni (3). Popolazione: 13.066.320 ab. (2008). Lingua: chichewa e inglese (ufficiali), chinyanja, chitumbuka, chiyao. Religione: protestanti 20,5%, cattolici 18%, altri cristiani 9,9%, musulmani 20%, animisti/credenze tradizionali 10%, altri 21,6%. Unità monetaria: kwacha del Malawi (100 tambala). Indice di sviluppo umano: 0,457 (162° posto). Confini: Tanzania (N e NE), Mozambico (S), Zambia (W). Membro di: Commonwealth, ONU, SADC, UA e WTO, associato UE.

Generalità

Profondamente incuneato nel territorio del Mozambico, corrisponde all'ex-protettorato britannico del Nyasaland, o Niassa, dal nome del lago Niassa (oggi Malawi) su cui si affaccia ampiamente a E. Dopo lo scioglimento della Federazione Rhodesia-Nyasaland (1963), acquistò progressiva autonomia fino a conseguire l'indipendenza nel luglio del 1964. Il suo nome deriva da quello di un antico regno africano del sec. XIV o XV formatosi a N del fiume Zambesi. Privo di accesso al mare, il Malawi è forse la più artificiosa creazione del colonialismo britannico nella zona di raccordo tra i territori inglesi dell'East Africa e i domini dell'Africa meridionale. Il Paese, pur animato da un vivace spirito africanista, si è trovato, una volta acquisita l'indipendenza, a scontrarsi con la dura realtà di essere uno Stato di ridotta estensione e di limitate possibilità economiche, nettamente svantaggiato quanto a posizione geografica. La bellezza incantevole del territorio non nasconde però i problemi che all'inizio del XXI secolo ancora affliggono il Paese: la corruzione delle istituzioni, la crescita della popolazione, l'insicurezza alimentare, la crescente incidenza dell'AIDS.

Lo Stato

Indipendente dal 1964, il Malawi è una Repubblica democratica multipartitica. In base alla Costituzione provvisoria promulgata nel maggio 1994, il presidente della Repubblica, che è anche capo del governo, è eletto a suffragio diretto per 5 anni, al pari dei deputati dell'Assemblea nazionale cui è demandato il potere legislativo. Il sistema giudiziario si fonda sulla Common Law inglese e sulle consuetudini locali. La giustizia è amministrata, nel suo massimo grado, dalla Corte suprema, successivamente troviamo l'Alta Corte, competente in materia civile e penale, e i tribunali di prima istanza, che agiscono come Corti dei magistrati. É in vigore la pena di morte, ma le esecuzioni non hanno più luogo dal 1992. Le forze armate, divise nelle tre armi tradizionali, sono affiancate da forze paramilitari e dal corpo di polizia nazionale. La struttura scolastica risente dell'organizzazione di tipo inglese. Nel 1994 il governo ha varato un piano per lo sviluppo delle scuole e per la diminuzione del tasso di analfabetismo (attestato intorno al 28,2% nel 2007). L'istruzione primaria è obbligatoria e ha durata di 8 anni; quella secondaria si articola in due cicli biennali. Grande impulso è stato dato dal nuovo Stato alla formazione tecnica e professionale e all'insegnamento agrario. L'istruzione superiore viene impartita in numerose università tra cui: l'Università del Malawi con sede a Blantyre e Zomba, l'Università di Mzuzu presso Mzuzu, il Politecnico del Malawi presso Blantyre e il Zomba Theological College presso Zomba.

Territorio: geografia fisica

Il territorio del Malawi – allungato in direzione N-S parallelamente al lago Malawi o Niassa – poggia su un imbasamento archeozoico di graniti, gneiss e scisti cristallini, che affiora in vaste aree ma che talvolta è obliterato da depositi sedimentari di varia epoca, dal Mesozoico in poi. L'elemento geomorfologico più importante del Paese è dato dalla Great Rift Valley, la cui estrema porzione meridionale è occupata appunto dal lago Malawi. Eminentemente montuoso, il Paese occupa la sezione orientale dell'ampia dorsale che separa il bacino imbrifero del Malawi da quelli del fiume Zambesi e del suo affluente Luangwa; a S però, dove s'incunea profondamente nel Mozambico, il Malawi s'impernia sulla valle del fiume Shire, emissario del Malawi e affluente del fiume Zambesi: attraverso questa valle, che ha il suo sbocco verso la costa del Mozambico, il Malawi tende geograficamente all'Africa meridionale. Il territorio scende alla sponda occidentale del lago Malawi con pendenze irregolari, più ripide a N, più dolci al centro, dove si susseguono ampie vallate, come quella del fiume Bua; sulla sommità della dorsale alcuni Horst granitici raggiungono notevoli altezze (monte Vitumbi, 2527 m; Sierra Domue, 2259 m). La sezione meridionale presenta invece superfici prevalentemente tabulari, tra cui emerge imponente il gruppo montuoso del Mlanje (2750 m), costituito da potenti formazioni intrusive. § L'elemento idrografico più vistoso è indubbiamente il tettonico lago Malawi (30.800 km²); lungo 550 km, largo da 25 a 35 km, ha coste generalmente alte e dirupate a N, più basse a S e spesso orlate da sedimenti cenozoici e da alluvioni recenti. Numerosi sono i suoi immissari, quali il Lufira, il Rukuru, il South Rukuru, il Dwangwa, il Lilongwe e specialmente il Bua, tutti però con corso piuttosto breve e ripido e regime irregolare. Più importante è lo Shire (600 km), che collega il lago Malawi con lo Zambesi; è navigabile però solo nel tratto inferiore, dove si trova lo scalo fluviale di Nsanje (già Port Herald), mentre in quello superiore, dove forma il piccolo lago Malombe, è interrotto da numerose cascate, tra cui quelle assai note di Murchison. § Il clima è di tipo tropicale con due stagioni nettamente distinte, una fresca e piovosa da dicembre ad aprile, e una calda e secca da settembre a novembre; gli eccessi climatici sono però mitigati dall'altitudine e dalla presenza della grande distesa lacustre. Le precipitazioni sono abbastanza copiose con una media di 800-1000 mm annui ma con variazioni rilevanti per la morfologia assai contrastata del territorio, più o meno esposto ai venti umidi che soffiano da SE: così la media a Zomba è di 1400 mm annui e sulle pendici del Mlanje si superano i 1600 mm; particolarmente umida e piuttosto malsana è la valle dello Shire, mentre migliori condizioni si hanno sulle alture, specie quelle meridionali.

Territorio: geografia umana

Il Malawi è abitato da genti bantu che, a partire dai sec. XIV-XV, in diverse ondate invasero il Paese, forse però sovrapponendosi a preesistenti popolazioni. Per gli europei, la conoscenza di questi territori è legata alle esplorazioni di David Livingstone, che raggiunse il lago nel 1859. Fino alla fine del XIX secolo il Paese fu dominato dagli yao (wayao), originari dell'attuale Tanzania, al servizio dei mercanti arabi di schiavi, che avevano potere assoluto sulle popolazioni locali e furono piegati solo con duri interventi dagli inglesi. Il gruppo dei maravi (nganja o chewa) rappresenta il 57,4% della popolazione, mentre i lamwe (nyanja) ne costituiscono il 12,4%. A essi si aggiungono gli yao (10,1% ), quindi gli ngoni o tumbuka (9,5%), una tribù zulu fuggita dall'attuale Repubblica Sudafricana, che occupa gli altopiani settentrionali. Sono presenti anche i sena (2,7%), i lomwe (2,4%), i tonga (1,7%) e altre etnie (3,8%), che comprendono anche piccoli gruppi di europei e asiatici, questi ultimi discendenti degli immigrati dal subcontinente indiano all'epoca del dominio coloniale britannico. Nel 1939 il numero degli abitanti ammontava a 1.640.000, saliti a poco meno di 2.500.000 nel secondo dopoguerra e a oltre 10.500.000 nel 1999. Nonostante l'elevato tasso di mortalità, anche infantile, la popolazione del Malawi è costantemente in aumento; parallelamente il saldo migratorio è da diversi anni negativo: il divario fra l'incremento della popolazione e le reali capacità di assorbimento di un'economia ancora per lo più agricola generi intensi flussi migratori verso i Paesi vicini, Zimbabwe e Sudafrica su tutti. Di conseguenza la crescita demografica è relativamente contenuta, ma in aumento nel quinquennio 2000-2005. Molto pesante è la situazione sanitaria a causa della diffusione dell'AIDS e il Paese si colloca agli ultimi posti al mondo per quanto concerne lo sviluppo umano, nonostante un discreto livello di scolarizzazione. Il Paese è uno dei più densamente popolati dell'Africa (la densità è di 110 ab./km²), pur con forti disparità da zona a zona; nella sezione meridionale si hanno le maggiori concentrazioni, specie sulle alteterre fertili e non eccessivamente umide alla sinistra dello Shire e intorno ai maggiori centri abitati. La più diffusa forma d'insediamento è il villaggio, per lo più di piccole dimensioni e circondato da campi coltivati a miglio, sorgo, manioca e patate dolci. Nella loro struttura i villaggi ripetono la pianta a recinto dei kraalen bantu; ben diverso e spesso palafitticolo è però il villaggio dei pescatori del Malawi. L'urbanesimo è un fenomeno recente e ancora molto modesto (nel 2005 solo il 17,2% della popolazione viveva nelle città), e la stragrande maggioranza degli abitanti vive in case sparse o nei villaggi. Le città vere e proprie sono soltanto Zomba, Blantyre e la capitale Lilongwe. Zomba sorge a 884 m d'altitudine sull'altopiano dello Shire, non lontano dalla sponda occidentale del lago Chilwa, ed è nodo stradale di una certa importanza. Situata poco a SW a 1100 m sul medesimo altopiano, ma in migliore posizione rispetto alle vie di comunicazione, è Blantyre, capitale economica del Paese: è importante nodo stradale sulla linea per Beira ed è dotata di un aeroporto. Lilongwe, infine, capitale dal 1975, è anch'essa dotata di aeroporto; è posta sul fiume omonimo e ha il vantaggio, rispetto a Zomba, di trovarsi in una posizione più centrale rispetto al territorio.

Territorio: ambiente

La diversa distribuzione delle precipitazioni si riflette chiaramente nella diffusione delle associazioni vegetali. La foresta di tipo pluviale è presente sui più umidi pendii montani (alle alte quote cede però alla prateria) ed è caratterizzata da essenze pregiate come il teak, il mogano rhodesiano e il cedro di Mlanje; a prevalere però nel Paese è la savana arborata, dominata da acacie e baobab, con spazi erbosi più o meno estesi. Numerosi sono gli animali che popolano questa terra: elefanti, zebre, antilopi, ippopotami, rinoceronti e giraffe, ma anche diverse specie di scimmie, serpenti, rettili e uccelli. Il Malawi è noto anche per il suo patrimonio ittico, che abbonda soprattutto nel lago Malawi. La maggior parte di questi animali vivono nei parchi nazionali, cinque in tutto, e nelle riserve del Paese, che costituiscono il 15,5% del territorio nazionale. Il Parco Nazionale del Lago Malawi nel 1984 è stato dichiarato patrimonio mondiale dell'umanità dall'UNESCO. L'esigenza della popolazione di legna da ardere, ha causato nel corso degli anni una progressivo aumento della deforestazione e dell'erosione del suolo, che, all'inizio del Duemila, è il problema ambientale più importante insieme all'inquinamento delle acque potabili causato da rifiuti agricoli e industriali.

Economia: generalità

Il Malawi ereditò dall'epoca coloniale un'agricoltura essenzialmente commerciale le cui grandi piantagioni, avviate dai coloni bianchi, erano in loro proprietà Scarsamente fornito di ricchezze minerarie, in particolare del tutto privo di risorse energetiche e penalizzato per quel che riguarda le condizioni climatico-pedologiche (quasi il 30% della superficie nazionale è incolto e improduttivo), il Malawi poté, una volta raggiunta l'indipendenza nel 1964, in qualche modo attuare dei programmi di sviluppo solo grazie ai massicci aiuti e agli investimenti stranieri. La marcata dipendenza dai capitali esteri condizionò inevitabilmente la politica economica governativa; ben poco mutò il monopolio economico della minoranza bianca, esso venne anzi ampiamente avvantaggiato da una linea economica nettamente liberista, che in pratica mirava a creare le condizioni più adatte a favorire gli investimenti stranieri. La forte dipendenza dell'economia dalle condizioni climatiche, nonché la mancanza di diversificazione delle colture (esportava zucchero e caffè), la variabilità dei loro prezzi e l'elevatezza dei costi di trasporto (oltre alla mancanza di sbocchi marittimi) costrinsero il Paese a ricorrere agli aiuti del FMI e a ristrutturare radicalmente l'economia attraverso programmi di privatizzazione e risanamento della finanza pubblica. Nel 1992 il Malawi fu colpito dalla gravissima siccità abbattutasi su tutta l'Africa meridionale, che determinò un forte calo della produzione agricola nonostante l'adozione di fertilizzanti e di semenze ibride che aveva portato a un notevole incremento di produttività; nello stesso anno, inoltre, a causa delle costanti violazioni dei diritti umani, il Malawi subì il ritiro di tutti gli aiuti non umanitari. Di fronte a queste difficoltà il governo adottò rigorose misure di stabilizzazione: sostenere e favorire la liberalizzazione dell'economia e la partecipazione al processo economico di tutti quegli agenti che nel passato ne erano rimasti esclusi; garantire un ruolo più importante ai piccoli proprietari terrieri; privatizzare alcune imprese statali; garantire una maggiore equità sociale e una maggiore diversificazione della produzione. Nel primo decennio del 2000 l'economia del Malawi si presentava ancora fortemente dipendete dagli aiuti internazionali e dagli investimenti esteri con un inflazione all'8,7% (2008), un PIL in crescita di 4.268 $ USA e un PIL pro capite fra i più bassi del mondo di 313 $ USA (2008).

Economia: agricoltura, allevamento e pesca

Gran parte della popolazione attiva è occupata nel settore agricolo (che concorre per quasi il 31% alla formazione del reddito nazionale e che non si discosta di molto dalla situazione in cui si trovava durante il periodo coloniale), per lo più dedicandosi ad attività di pura sussistenza, dalle quali si ottengono produzioni in genere piuttosto modeste: sensibili risultano peraltro i condizionamenti ambientali, e in particolare lo stato di dissesto del territorio, impoverito da operazioni colturali inadatte. Per il fabbisogno locale si coltivano prevalentemente il mais e altri cereali (sorgo, riso), quindi la patata e la manioca ecc. I principali prodotti di piantagione, destinati in larga misura all'esportazione, sono il tabacco, il cotone coltivato in prevalenza nel Sud del Paese, il tè, la canna da zucchero e le arachidi. § Ca. un terzo del territorio nazionale è rivestito da foreste con essenze pregiate, quali il teak, il mogano e il cedro; il legname viene lavorato in varie segherie, come a Blantyre e a Zomba; lo sfruttamento forestale potrebbe essere largamente potenziato. § Quanto all'allevamento del bestiame, è attività di una certa consistenza solo nelle alte e medie terre del Centro e del Nord; prevalgono i caprini e i bovini, nonché i volatili da cortile. § Discretamente importante è pure la pesca, che registra anzi un certo incremento; essa viene principalmente praticata nel lago Malawi e in minor misura negli altri laghi Chilwa e Malombe, oltre che nel fiume Chire.

Economia: industria e risorse minerarie

Nonostante i gravissimi problemi di fondo, l'industria ha tuttavia registrato incoraggianti sviluppi: le attività manifatturiere, grazie ad alcuni incentivi promossi dal governo, fornivano nel 2007 oltre il 17% del prodotto nazionale. Blantyre è il maggiore centro industriale del Paese. Prevalgono comunque le più tradizionali lavorazioni legate alla trasformazione dei prodotti agricoli, come zuccherifici, oleifici, manifatture di tabacchi, birrifici ecc. Si annoverano altresì dei cementifici, segherie, nonché piccole aziende che producono articoli d'abbigliamento per il mercato interno. § Lo sviluppo dell'economia è fortemente frenato dalla pressoché assoluta mancanza di risorse minerarie, limitate in pratica a piccole quantità di carbone, bauxite, uranio e pietre preziose (rubini e zaffiri). Quasi interamente di origine idrica è l'energia elettrica prodotta grazie alla realizzazione di alcune centrali, specie di quelle sul fiume Chire.

Economia: commercio e comunicazioni

La bilancia commerciale è costantemente passiva. Si esportano soprattutto tabacco e tè, zucchero, arachidi e riso, mentre le importazioni sono prevalentemente rappresentate da combustibili, mezzi di trasporto, macchinari, prodotti industriali in genere. § Privo com'è di sbocchi al mare, per il Malawi il problema delle vie di comunicazione appare particolarmente grave. Piuttosto carente è la situazione nelle zone centrali e settentrionali del Paese, mentre meglio servite sono la valle dello Chire e la regione degli altopiani meridionali, attraversata dalla ferrovia che collega Salima a Balaka. La rete stradale si sviluppava per ca. 15.450 km nel 2001, collegandosi con quella della Zambia, della Tanzania e del Mozambico. Servizi di battello servono i centri principali del lago Malawi e percorrono lunghi tratti del fiume Chire. Un buon ruolo svolgono i servizi aerei; i maggiori aeroporti sono quelli internazionali di Blantyre/Chileka, di Lilongwe/kamuzu e di Mzuzu.

Storia

Il territorio meridionale del Malawi, specie lungo l'emissario Shire, sembra sia stato visitato a più riprese a partire dal 1624 da esploratori portoghesi; famosa soprattutto la spedizione di Lacerda nel 1798. A partire dal 1830 ca. l'alto Zambesi e la regione attorno al Niassa furono soggetti all'invasione degli zulu e delle tribù, da quelli sospinte, a nord. Sullo Zambesi attorno a Tete si stabilirono i makololo, mentre a oriente del lago si fissarono gli ngoni. Nel 1859 Livingstone percorse la regione dove, dopo la sua morte (1873), la Chiesa scozzese fondò una missione per onorarne la memoria, sicché, dal 1875, missionari e commercianti si insediarono sul Niassa. Nel 1878 si costituì una compagnia (The African Lakes Company Limited) e nel 1883 venne inviato a Blantyre un console inglese. L'area, rivendicata dal Portogallo, fu causa di frizioni, specie durante la rivolta dei Makololo (1889) che il governo di Londra asseriva essere sotto protezione britannica. Dopo l'ultimatum inglese a Lisbona dell'11 gennaio 1890 la questione venne risolta a favore di Londra con il Trattato dell'11 giugno 1891. Il 14 maggio 1891 era stato intanto proclamato il protettorato britannico dell'Africa centrale, divenuto nel 1907 protettorato del Nyasaland. Nel 1953 Londra promosse la creazione di una Federazione dell'Africa centrale, comprendente il Nyasaland e le due Rhodesie, retta dagli immigrati bianchi sotto la guida di sir Roy Welensky. A partire dal 1959 Nyasaland e Rhodesia del Nord rivendicarono il self-government nella federazione. La vittoria del MCP (Malawi Congress Party) di Hastings Kamuzu Banda nel settembre 1961 conferì al Nyasaland l'autogoverno. Su pressione congiunta del Nyasaland e della Rhodesia del Nord, il 31 dicembre 1963 venne sciolta la federazione e il 1º luglio 1964, con il nuovo nome di Malawi, il territorio divenne uno Stato indipendente e il 6 luglio 1966 una Repubblica. Cominciò allora il lungo regime di Banda che nel 1971 si fece eleggere presidente a vita. Nel corso degli anni Ottanta del Novecento la tarda età di Banda favorì lo scatenarsi di una lotta senza esclusioni di colpi per la successione, nel corso della quale il presidente fece eliminare il delfino designato, Dick Matenje (1983) e mostrò di essere così forte da poter assumere il controllo diretto dei dodici ministeri del suo governo (1984) e riorganizzare radicalmente il partito unico, l'MCP. Sul piano internazionale, i contrasti insorti con il Mozambico, che lo accusava di ospitare i guerriglieri della RENAMO, scemarono con la morte di Samora Machel, e anzi il Malawi riuscì a stabilire cordiali rapporti con il suo successore J. Chissano. Tuttavia la crescente insofferenza verso un regime dispotico attivò una vivace opposizione che Banda represse ferocemente sciogliendo anche l'Assemblea legislativa (1992). La sospensione degli aiuti da parte della comunità internazionale, costrinse l'anziano presidente a promettere un referendum sul multipartitismo: esso si tenne nel giugno 1993 e decretò la vittoria dell'opposizione. Prese avvio un processo di transizione con l'istituzione di un Consiglio esecutivo nazionale e l'abolizione della presidenza a vita di Banda che aprì la strada alle consultazioni presidenziali, vinte dal leader del Fronte democratico unito (UDF), Bakili Muluzi, e all'elezione di una nuova Assemblea nazionale (maggio 1994). Le opposizioni, articolate nell'UDF e nell'Alleanza per la democrazia, formarono un governo di coalizione relegando il vecchio Partito del Congresso del Malawi di Banda, ai margini della vita politica. Lo smantellamento del precedente apparato di potere portò anche all'incriminazione (gennaio 1995) dell'anziano ex presidente con l'accusa (successivamente caduta) di aver ordinato nel 1993 l'omicidio di alcuni suoi avversari politici. Le elezioni presidenziali del 1999 riconfermarono Bakili Muluzi alla guida del Paese. Le elezioni presidenziali del 2004 vennero vinte da Bingu wa Mutharika, candidato del presidente uscente; riconfermato alle presidenziali del 2009, moriva di attacco cardiaco nel 2012. Le sucessive elezioni presidenziali venivano vinte da Peter Mutharika.

Cultura: generalità

I chewa (o maravi), sono strettamente legati alle credenze animiste: secondo la loro religione Dio creò il mondo durante una tempesta. Il contatto tra vivi e morti avviene attraverso una danza chiamata gule wamkulu, nella quale i danzatori indossano costumi stracciati e pelli di animali, portando una maschera e muovendosi su trampoli. Le loro credenze si mescolano alla religione cattolica, ed è pratica comune consultare uno stregone quando si crede di essere colpiti dalla cattiva sorte. La musica più popolare è quella reggae in uno stile soft tipico del Paese, che ha in Lucius Banda e in Evison Matafale i due esponenti più noti. L'alimentazione si basa principalmente sullo nsima, impasto di farina di mais e acqua, che accompagna carne, pesce o verdure. La birra tradizionale della regione è quella di mais. Anche qui, come in molti altri Paesi africani, è il calcio lo sport più popolare. Molto praticata è anche la vela; nel mese di luglio si disputa la 500 km Sailing Marathon, la gara d'acqua dolce più lunga del mondo, in occasione della quale si percorre con catamarani l'intera lunghezza del Lago Malawi. L'unico sito designato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità è l'area rupestre di Chongoni (2006), dove sono conservati numerosissimi graffiti rupestri.

Cultura: letteratura

Il contatto con la civiltà occidentale non ha sradicato la popolazione dalla cultura tradizionale e, malgrado l'urbanizzazione, non si è prodotta una frattura netta con la società tribale. La colonizzazione non ha incoraggiato l'uso della lingua inglese, preferendo le lingue tradizionali. D'altra parte, la scarsa scolarizzazione, restringendo il pubblico a un'esigua élite, ha spinto la maggioranza degli scrittori a trascrivere la produzione narrativa orale tradizionale o a ispirarvisi per opere originali, anche drammatiche, facendo uso della lingua chichewa. Dopo l'indipendenza la letteratura in lingue africane si ispira al folclore e ha carattere didascalico. Uno dei primi scrittori in lingua inglese è stato il romanziere Samuel Yosia Ntara che, pur accettando i modelli europei, ha mostrato un certo spirito critico nei confronti dell'uomo bianco. La presa di coscienza nazionale, che fu alla base della lotta per l'indipendenza, ha suscitato una poesia a sfondo patriottico, i cui migliori esponenti sono Katoki Mwalino e J. David Rubadiri (n. 1930). Quest'ultimo, che respinge come pericolosi e falsi i miti della Négritude, si è rivelato anche un buon romanziere, con lo studio di costume No Bride Price (1967; Niente dote). Fra i narratori, si citano Legson Kayira (n. 1940) e, in tono minore, Aubrey Kachingwe (n. 1926). Negli anni Settanta la censura imposta dal regime dittatoriale ha messo in crisi l'ambiente letterario; vari scrittori hanno scelto l'esilio, altri hanno adottato un tono cauto ed evasivo. F. Chipazula, F. Mnthali (n. 1933), J. Mapanje (n. 1944), S. Chimombo (n. 1945) si affermano come poeti autentici che cercano di fondere le influenze occidentali con la tradizione africana. Il teatro presenta opere composite che modellano in strutture europee miti e rituali africani. Negli anni Ottanta gli scrittori evidenziano le frustrazioni e l'amarezza suscitate dalla situazione socio-politica e abbandonano la prudenza per impegnarsi in una lotta che è valsa il carcere ad alcuni di loro, come J. Mapanje, autore dei versi oscuri e potenti di Of Chameleons and Gods (1981; Di camaleonti e dei) e come F. Mnthali, che si rivela ottimo poeta con When Sunset Comes to Sapitwa (1982; Quando il tramonto viene a Sapitwa). Un'altyra figura letteraria significativa è il poeta D. Rubadi, che ha compilato la significativa antologia Poetry from East Africa; per quanto riguarda la narrativa sono da segnalare L. Kayira (n. 1942), giunto la successo nel 1970 con il suo romanzo autobiografico I will try, e S. Mpasu: per il suo romanzo Nobody's Friend, fu accusato di aver divulgato informazioni segrete sulla vita politica del Paese.

Bibliografia

Per la geografia

Autori Vari, Malawi: an Alternative Pattern of Development, Edimburgo, 1985; J. Carter, Malawi: Wildlife, Parks and Reserves, Basingstoke, 1987; Ph. L'Hoiry, Le Malawi, Parigi, 1988.

Per la storia

J. S. Coleman, C. G. Rosberg, Political Parties and National Integration in Tropical Africa, Berkeley, 1964; B. Pachai, Malawi: the History of the Nation, Londra, 1974; T. D. Williams, Malawi: the Politics of Despair, Londra, 1978.