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Mamleev, Jurij Vitalevič

scrittore russo (Mosca 1931). Dopo aver intrapreso la carriera di insegnante di matematica, ha cominciato a scrivere brevi racconti sul finire degli anni Cinquanta. Anche se le sue prime opere, in quegli anni, non sono state pubblicate, Mamleev è comunque divenuto popolare grazie alle letture delle sue brevi storie in ambienti della cultura underground moscovita. In seguito alla censura della sua produzione narrativa, giudicata violenta, provocatoria e irrazionalista da parte delle autorità sovietiche, è emigrato nel 1975 negli Stati Uniti e successivamente, nel 1983, si è trasferito a Parigi. Le sue opere sono state pubblicate inizialmente all'estero, come Il cielo sopra l'inferno e altre storie (1980), come il fortunato Il killer metafisico (1986), e solo nel 1989 in patria. Anche se alcuni critici lo hanno etichettato come autore surrealista e concettualista, Mamleev è difficilmente identificabile in uno stile e in un genere letterario. Le sue opere, di apparente impatto trash, sono caratterizzate da una profonda ricerca metafisica sull'essere: i protagonisti dei suoi romanzi e racconti, descritti come psicotici, assassini, maniaci, satanisti, rappresentano metaforicamente la caduta nel lato più oscuro dell'interiorità, oltre il quale però si profila una sorta di purificazione e di conoscenza assoluta dell'anima. Tra le altre opere di Mamleev si ricordano La mia utopia (1990), L'assassino dal nulla (1991), La casa eterna (1992) e L'ultima commedia (1992).