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Manciano

comune in provincia di Grosseto (57 km), 444 m s.m., 372,04 km², 6871 ab. (mancianesi), patrono: san Leonardo (6 novembre).

Centro della Maremma, situato su un poggio tra le valli dei fiumi Albegna e Fiora. Possesso degli Aldobrandeschi, passò al ramo dei Sovana alla fine del sec. XIII. Fu poi dei Baschi di Montemerano, del comune di Orvieto (1331) e degli Orsini di Roma, che lo cedettero nel 1416 alla Repubblica senese. § Tra le testimonianze artistiche si segnalano l'imponente rocca (sec. XV) e la parrocchiale secentesca, rimaneggiata nell'Ottocento. Suggestivo il borgo di Montemerano, chiuso da resti della cerchia muraria (rifatta nel sec. XV). Qui sorge la chiesa di San Giorgio, di antica origine ma modificata nel Quattrocento, al cui interno si distinguono un bassorilievo ligneo del Vecchietta, affreschi di un allievo di Andrea di Niccolò (sec. XV) e altre pregevoli opere d'arte. § L'agricoltura produce olive, uva da vino, cereali; si pratica l'allevamento ovino. L'economia locale si basa anche sulle attività termali (Saturnia) ed estrattive (travertino, marmo, pietra e inerti leggeri, antimonio), sulla trasformazione dei prodotti dell'agricoltura e sulla produzione di manufatti per l'edilizia. § Saturnia, nelle vicinanze, nota per le sue terme, fu culla della primitiva civiltà italica. In località Marsiliana si trova una ricca necropoli del sec. VII a. C.

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