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Mandalay

città (1.009.000 ab. nel 2009) del Myanmar, capoluogo della provincia omonima, 580 km a N di Rangoon (Yangon), a 96 m sul fiume Irrawaddy. Seconda città del Paese per popolazione e importanza economica, è un attivo porto fluviale e nodo stradale e ferroviario, sede di industrie alimentari, meccaniche e tessili. Mandalay è anche un notevole centro culturale, con un'università e istituti superiori, musei, ecc. Aeroporto. § Costruita dal 1857 al 1859, per ordine del re Mindôn (che a popolarla inviò gli abitanti dell'ex capitale Amarapura), fu capitale del regno birmano fino al 1886. Mandalay costituisce l'esempio più vistoso di continuità dello stile architettonico tradizionale, di cui espressione maggiore è il palazzo reale. Tuttavia il fitto sovrapporsi di strutture, l'esuberante uso di alte coperture digradanti che definiscono strutture esterne ed elementi spaziali interni, gli effetti policromi ottenuti con incrostazioni d'oro e di lacche colorate, conferiscono all'architettura di Mandalay aspetti di originalità. Entro la parte antica della città (cinta da mura con porte e torri) sorgono i maggiori templi buddhistici costruiti nel sec. XIX. Tra questi si ricordano il Kuthodaw (che riproduce il disegno dello Shwezigon di Pagan) caratterizzato da centinaia di piccoli padiglioni contenenti altrettante stele con scritture canoniche; il Kyauktawgy (che custodisce una gigantesca statua di Buddha in marmo bianco); il Salinkyaung (con notevoli esempi di scultura lignea); lo Shwekyimyin (di antica fondazione, che vanta preziose raccolte d'arte); il Thetkyathiha; il reliquiario Shwedawzin; la tomba di re Mindôn. Il complesso del palazzo reale comprende numerosi edifici distribuiti secondo un sistema di cortili e altri vasti spazi interni che ne articolano le diverse funzioni.

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