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Maniago

comune in provincia di Pordenone (26 km), 283 m s.m., 69,11 km², 11.708 ab. (maniaghesi), patrono: Natività di Maria Vergine (8 settembre).

Cittadina posta al margine settentrionale della pianura friulana, alla sinistra del torrente Cellina. Popolata in epoca preistorica e poi in età romana, nel sec. X fu dei patriarchi di Aquileia. Questi l'infeudarono nel Duecento a una famiglia locale, che ne fu in possesso fino al passaggio a Venezia (1420). Fu gravemente danneggiata dal terremoto del 1976.§ Il duomo di San Mauro (già esistente nel sec. X e ricostruito nel sec. XV) custodisce opere di varie epoche (un trittico su tavola di Giovanni De Cramariis, sculture lignee del sec. XV, dipinti di P. Amalteo). La cittadina conserva tratti delle mura, i resti del castello medievale, la duecentesca cappella di San Giacomo e la loggia comunale. Al 1411 risale l'oratorio dell'Immacolata, rimaneggiato nel Settecento e, del sec. XVI, è la villa Attimis, con poggiolo in ferro battuto. Un edificio adiacente conserva un affresco del leone di San Marco dell'Amalteo (1570). Da segnalare il Museo dell'arte fabbrile e delle coltellerie.§ L'agricoltura produce cereali, patate, foraggi e uva. L'industria opera nei settori meccanico, impiantistico, edile, cartario, delle fonderie, della lavorazione del legno, delle materie plastiche, della meccanica di precisione, dello stampaggio dei metalli, delle arti grafiche (stampa e cartotecnica), dell'abbigliamento e dei filati sintetici. È centro famoso per la produzione dei coltelli.

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