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Manrique, Jorge

poeta spagnolo (Paredes de Nava, Palencia, 1440-castello di Garci-Muñoz, Cuenca, 1479). È considerato il massimo esponente della poesia lirica medievale spagnola. Nipote di Gómez Manrique e figlio di don Rodrigo, dopo la morte di Giovanni II (1454) e durante le lotte che ne seguirono parteggiò per Isabella. Seguì le imprese guerresche del padre, maestro di Santiago, col quale partecipò all'assedio di Uclés; durante l'assalto al castello di Garci-Muñoz fu ferito e di lì a poco morì. La sua produzione minore, costituita da una cinquantina di liriche amorose e burlesche di tipo trovadorico, è conservata raccolta in vari Cancioneros tra cui il Cancionero general (1511) di Hernando del Castillo e il Cancionero de Sevilla (1537). Le elegiache Coplas por la muerte de su padre (ca. 1476; Strofe per la morte di suo padre), poemetto di 43 strofe, sono tra le più alte espressioni di tutta la poesia spagnola. Dopo un'introduzione in cui Manrique paragona la vita al lento scorrere dei fiumi verso il mare (“che è la morte”), egli passa a considerare l'inconsistenza della vita terrena per giungere infine all'esaltazione delle virtù del padre, don Rodrigo, assunto come esempio di valori spirituali imperituri. Ispirate alla Bibbia, ai padri della Chiesa, Boezio, Juan de Mena, Santillana, Gómez Manrique, le Coplas in assoluto rappresentano quanto di più alto e profondo ci abbia lasciato, in versi lirici, la meditazione filosofica medievale e contengono anche un concetto nuovo della vita, intesa come campo d'azione dell'uomo che lotta per raggiungere la gloria e la fama.

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