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Marano Èquo

comune in provincia di Roma (61 km), 450 m s.m., 7,65 km², 768 ab. (maranesi), patrono: san Biagio (3 febbraio).

Centro dell'alta valle del fiume Aniene. Probabilmente fondato dagli Equi, nel sec. IX fu sotto la giurisdizione dell'abbazia di Subiaco. Occupato nel 1603 dal conte Ranieri, che vi fece edificare una rocca, venne ripreso dai monaci sublacensi nel 1285. Nel sec. XIV passò ai Colonna e quindi ai Borgia.⿿ Sussiste la rocca medievale, trasformata nei sec. XVII-XIX. La parrocchiale di San Biagio (sec. XVII-XIX) conserva una tela settecentesca raffigurante il santo. Nei pressi è il santuario di Santa Maria della Quercia, costruzione del Quattrocento con affreschi del sec. XVI. ⿿ Le principali risorse economiche provengono dall'agricoltura, che produce fagioli, patate, castagne, funghi, frumento e mais, e dalla produzione di legname. Nei dintorni si trovano sorgenti di acque minerali.

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