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Marano di Valpolicèlla

comune in provincia di Verona (17 km), 350 m s.m., 18,63 km², 2897 ab. (maranesi), patrono: santi Pietro e Paolo (29 giugno).

Centro situato nella valle del Progno di Marano. Munito di castello nel sec. XIII, dal 1313 al 1325 fu feudo di Federico della Scala, che lo perse con la ribellione a Cangrande. Nel 1405 passò a Venezia.§ La parrocchiale (sec. XVIII) ha un campanile disegnato dal Trezza. Tra le numerose dimore signorili del territorio si ricordano villa Guantieri detta “la Fasanara” (sec. XV), villa Porta, con ali a doppio loggiato (sec. XVIII), e villa Lorenzi, anch'essa settecentesca, eretta in forme neoclassiche su disegno di L. Trezza. Presso Valgatara si trova la chiesetta trecentesca di San Marco con resti di affreschi dei sec. XIV-XV.§ L'economia si basa sull'agricoltura (uva, ciliegie e prodotti ortofrutticoli) e sulla produzione di vino (in particolare recioto). Attività manifatturiere sono presenti nei settori alimentare, meccanico, del mobile, del legno, delle arti grafiche e della lavorazione dei metalli.

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