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March, Fredric

nome d'arte dell'attore teatrale e cinematografico statunitense Frederick McIntyre Bickel (Racine, Wisconsin, 1897-Los Angeles 1975). Da Broadway passò a Hollywood all'avvento del parlato e ottenne il suo primo grande successo nel film Il dottor Jekyll (1932). Fu al fianco di dive prestigiose quale eroe romantico di matrice letteraria (Resurrezione, 1934; Anna Karenina, 1935) e spesso in costume (Il segno della Croce, 1932; La famiglia Barrett, 1934; Maria di Scozia, 1936), ma fu eccellente interprete anche in abiti moderni: da Partita a quattro (1933) di Lubitsch, a È nata una stella (1937) di Wellman e Ho sposato una strega (1942) di Clair. In teatro è stato ottimo interprete di The American Way di G. S. Kaufman e M. Hart (1939), appositamente scritta per lui e per la moglie Florence Eldridge, anch'essa attrice di teatro e di cinema, e poi di La famiglia Antropus di T. Wilder (1942), Un nemico del popolo di Ibsen (1950) e Lungo viaggio nella notte di O'Neill (1956). Sempre incisivo e penetrante, nel dopoguerra ha interpretato con successo film come: I migliori anni della nostra vita (1946), Morte di un commesso viaggiatore (1951), La sete del potere (1954), Ore disperate (1955), Nel mezzo della notte (1959), E l'uomo creò Satana (1960). Apparve anche nei Sequestrati di Altona (1962) e, come presidente degli USA, nel fantapolitico Sette giorni a maggio (1963).

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