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Marcos, Ferdinando

uomo politico filippino (Sarrat, Ilocos Norte, 1917-Honolulu 1989). Durante la seconda guerra mondiale combatté a fianco degli Americani nella lotta contro gli invasori giapponesi. Fu eletto membro della Camera dei Rappresentanti (1949-59) e del Senato (1959). Vinte le elezioni presidenziali nel 1965, riuscì a farsi rieleggere anche nel 1969. Con il colpo di stato del gennaio 1972 proclamò la legge marziale per “salvare la Repubblica” dal pericolo comunista. Il successivo tentativo di dare una parvenza democratica al suo potere con le elezioni per l'Assemblea nazionale (1978) e le presidenziali del 1981 non mutò, però, il carattere profondamente autoritario del regime. La grave situazione economica e l'azione crescente dell'opposizione e della guerriglia indebolivano sempre più il dittatore che nel 1983 ordinava l'assassinio del leader dell'opposizione, B. S. jr. Aquino. Dopo quest'episodio, anche i più tradizionali alleati, come gli Stati Uniti, iniziarono ad abbandonarlo. Nelle elezioni presidenziali del 1986, cui era stato costretto dalla pressione interna e internazionale, perse proprio contro la vedova di Aquino, Corazón Cojuangco. Lasciato il suo Paese per rifugiarsi negli Stati Uniti portandosi dietro un'immensa fortuna, nel 1988 fu incriminato, insieme alla moglie Imelda, da tribunali statunitensi e filippini per appropriazione indebita di capitali statali.

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