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Mariinskij Teatr

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Generalità

Teatro di San Pietroburgo, edificato da Alberto Cavos e inaugurato nel 1860. Come sede di spettacoli d'opera e, a partire dal 1880, di balletto sostituì il più antico Bolšoj Teatr, attivo dal 1783. Dal 1889 fu sede della scuola teatrale di San Pietroburgo, della scuola di ballo e della compagnia dei Balletti Imperiali già ospitata dal Bolšoj. Dopo la rivoluzione assunse il nome di Teatro di Stato Mariinskij (1917-20), poi di Teatro Accademico di Stato d'Opera e di Balletto (1920-35) infine, dal 1935, aggiunse alla precedente denominazione il nome “Kirov”, dal nome di Sergej Mironovič Kirov, il leader del Partito Comunista dell'allora Leningrado, assassinato l'anno precedente. Quando, nel corso del 1991, il teatro è tornato alla sua denominazione originale, la compagnia è stata ribattezzata Balletto del Teatro Mariinskij, ma nei suoi rapporti con l'estero ha mantenuto la denominazione di Kirov Ballet, con la quale è stata, per oltre un cinquantennio, internazionalmente celebre.

Storia

La compagnia è l'erede diretta di quella formatasi nei due secoli precedenti attorno al primo nucleo costituito a partire dal 1738 da Jean Baptiste Landé. Prestigiosi maîtres de ballet stranieri, fra i quali Hilverding, Angiolini, Didelot, Saint-Léon, contribuirono nel tempo al fiorire e al consolidarsi di una ricca tradizione ballettistica, che raccoglieva in un'originale fusione l'eredità delle scuole francese e italiana. Sul palcoscenico del Mariinskij Teatr colsero strabilianti successi le più celebri prime ballerine d'Europa, e in particolare vi trionfarono per oltre un secolo le stelle di scuola italiana, dalla Taglioni alla Grisi, alla Cerrito, dalla Rosati alla Legnani, alla Brianza. Artiste russe di talento come la Istomina e la Andrejanova ponevano intanto le basi del futuro predominio russo nel campo del balletto. L'arrivo a San Pietroburgo di Marius Petipa (1847) in qualità di primo ballerino e la sua lenta ma inesorabile ascesa alla guida della compagnia segnarono l'età d'oro del balletto russo nel sec. XIX, rinvigorito dal talento di artisti straordinari quali Olga Preobrajenska, Pavel Gerdt, Matilda Kscessinska. Dal Mariinskij Teatr proveniva anche quel primo nucleo di artisti protagonista delle prime stagioni dell'era diagileviana: Anna Pavlova, Tamara Karsavina, Alessandra Danilova, Vaslav Nijinskij, Michail Fokin, quest'ultimo coreografo di balletti rimasti celeberrimi nel repertorio russo e in quello occidentale. Dopo un primo periodo di incertezza successivo alla rivoluzione, durante il quale molti talenti presero la via dell'esilio (fra gli altri, Fokin e il giovane Balanchine), il balletto tornò a fiorire nell'antico teatro, grazie all'esperienza, alla passione e alla competenza di nuove generazioni di artisti. Agrippina Vaganova riformò il metodo di insegnamento nell'antica scuola di ballo (che dopo la sua morte è stata a lei intitolata) portandolo a livelli di superiore eccellenza. Interpreti come Marina Semionova, Galina Ul'anova, Natalia Dudinskaja, Alla Osipienko, coreografi come Fëdor Lopokov hanno saputo tenere alto il nome della tradizione russa nel balletto, pur se insidiati dalla fama crescente della scuola e della compagnia moscovita del Bolšoj, privilegiate per la nuova centralità politica della città, capitale dell'URSS. Nel secondo dopoguerra nuove generazioni di artisti hanno dato lustro alla tradizione dell'antico Mariinskij Teatr: Irina Kolpakova, Alla Shelest, Natalia Makarova, Rudolf Nureev, Michail Barijšnikov, Jurij Solovëv e i coreografi Leonid Jacobson e Jurij Grigorovič sono tutti usciti dalla scuola del teatro. Le crescenti e pressanti difficoltà economiche della Russia all'indomani della dissoluzione dell'URSS hanno spinto molti giovani talenti a espatriare. Fra questi i primi ballerini Nina Ananiašvilij e Faruk Ruzimatov, ospiti del Royal Ballet britannico. Direttore artistico della compagnia di balletto del Mariinskij Teatr è Oleg Vinogradov.