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Marvell, Andrew

poeta inglese (Winestead, presso Hull, Yorkshire, 1621-Londra 1678). Compiuti gli studi a Hull e a Cambridge, si stabilì a Nun Appleton, nello Yorkshire, come precettore. Nel 1653 Marvell, accostatosi al partito puritano, entrò al servizio di un seguace di Cromwell, per il quale ultimo avrebbe poi scritto l'elogio funebre. Nel 1657 fu assistente di Milton al segretariato per gli Affari Esteri, quindi (1659) fu eletto alla Camera dei Comuni: la rigorosa lealtà repubblicana di cui diede prova in tale veste non gli impedì di godere, dopo la Restaurazione, della stima di Carlo II e di mantenere il suo seggio in Parlamento. La sua produzione letteraria segue il corso della carriera politica: costituita in prevalenza da aspre quanto effimere satire in versi quando fu ispirata dalle esigenze politiche, presenta tutt'altro tono e rilievo poetico quando la tranquillità del soggiorno a Nun Appleton non pone limiti e scopi precisi alla sua ispirazione. Pubblicati postumi nel 1681 (le satire, per motivi di opportunità politica, non comparvero che nel 1689) questi versi furono apprezzati soltanto un secolo dopo da Lamb: da allora, tuttavia, sono oggetto di una solida considerazione. Figura prettamente di transizione, Marvell non è infatti legato ad alcuna moda o scuola precisa (benché lo si sia incluso talora tra i “metafisici” e tra i “cavalieri”; ma in lui sono presenti elementi che lo collegano invece alla voga arcadica o anticipano la poesia neoclassica se non addirittura romantica). È però un autentico, vero poeta che, se non fosse per il numero estremamente limitato dei suoi componimenti (tra cui primeggiano serene, ma palpitanti visioni della natura, come The Garden, e sensuali, ma anche profonde liriche amorose, come To His Coy Mistress, All'amante ritrosa), potrebbe essere annoverato tra i più grandi della letteratura inglese.

Bibliografia

J. B. Leishman, The Art of Marvell's Poetry, Londra, 1965; H. E. Toliver, Marvell's Ironic Vision, New Haven, 1965; Autori Vari, Marvell: Modern Judgements, Londra, 1969; D. M. Friedman, Marvell's Pastoral Art, Berkeley, 1970; J. Garnier, Marvell l'homme et le poète, Parigi, 1987.

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