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Masèr

comune in provincia di Treviso (30 km), 147 m s.m., 26,01 km², 4846 ab. (maserini o maseresi), patrono: Conversione di san Paolo (21 gennaio).

Centro situato nella pianura fra i Colli Asolani e il Montello. Possesso dei vescovi di Treviso, nel Duecento subì la signoria dei Da Camino. Dal 1260 le sue vicende si legarono a quelle di Treviso, che nel 1389 si diede spontaneamente a Venezia.§ Su un poggio fuori dal paese si trova la villa Barbaro, ora Volpi, capolavoro del Palladio, costruita intorno al 1560. Il corpo centrale avanzato a due piani è spartito da semicolonne ioniche e fiancheggiato da due ali contigue (per usi agricoli) con portici. L'interno è decorato da affreschi di Paolo Veronese e stucchi di Alessandro Vittoria. Dietro l'edificio si trova un'esedra, con peschiera, con statue di Marcantonio Barbaro, aperta sulla grotta di Nettuno, dipinta dal Veronese con l'Allegoria della Pace. Il complesso della villa comprende il Museo delle Carrozze (con vari esemplari italiani e stranieri). Nei dintorni si trova il Tempietto, interpretazione del Pantheon del Palladio, con statue del Marinali e del Vittoria.§ Si praticano l'agricoltura (cereali, uva, frutta, tabacco) e l'allevamento bovino. Particolarmente vivace è l'industria, attiva nei settori alimentare (soprattutto lattiero-caseario), metalmeccanico, calzaturiero, dell'abbigliamento, del mobile e delle materie plastiche.

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