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Massafra

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comune in provincia di Taranto (18 km), 110 m s.m., 125,52 km², 30.923 ab. (massafresi), patrono: Madonna della Scala (prima domenica di maggio) e san Michele Arcangelo (29 settembre).

Generalità

Cittadina delle Murgesudorientali, è situata sulle due sponde della gravina di San Marco, che divide l'abitato in due parti, congiunte dal ponte vecchio, a cinque arcate, e dal ponte nuovo, a tre. Il nucleo originario (Terra), a W, è caratterizzato da planimetria irregolare con un intricato labirinto di strade strette e tortuose, mentre i quartieri più recenti, a E, hanno struttura regolare a scacchiera (Borgo Santa Caterina).

Storia

Sorta in un territorio abitato già nel Neolitico, è citata nel 971; infeudata da Carlo I d'Angiò a Oddone di Soliac, passò poi al Principato di Taranto e quindi al demanio regio. Nel 1494 fu devastata dai francesi; dal 1497 al 1633 fu dei Pappacoda e degli Imperiali.

Arte

Nelle pareti della gravina di San Marco è il più numeroso complesso di cripte rupestri di origine altomedievale; tra queste spiccano la cripta di Sant'Antonio Abate (sec. X-XI); quella di San Marco, a tre navate, con atrio e due absidi; quella della Candelora, con apertura a tre arcate; e la cripta di San Leonardo (sec. XIII o XIV). Sulla gravina s'innalza l'imponente mole del castello (sec. XIV-XV), in seguito molto rimaneggiato: ha una pianta quadrilatera con tre torri cilindriche angolari e una più grande ottagonale. La chiesa madre (sec. XV, con modifiche del 1533), fu ricavata da un baluardo del castello.

Economia

L'industria è attiva nei settori alimentare (produzione di birra, vino e olio), cartario, metalmeccanico, dei materiali da costruzione e della lavorazione del legno. L'agricoltura produce olive, uva da vino, agrumi, ortaggi, frutta, cereali, fichi, mandorle e foraggi per l'allevamento ovino, bovino e suino. Importante è il turismo balneare, soprattutto nella frazione di Chiatona.

Dintorni

Fuori dall'abitato è il santuario della Madonna della Scala, edificato nel 1731, con accanto la cripta della Buona Nuova, che conserva due notevoli affreschi (Madonna della Buona Nuova, sec. XIII, e Cristo Pantocrator). Nel fondo del burrone è la cosiddetta “Farmacia del Mago Greguro”, curiosa costruzione, con una serie di caverne comunicanti e alle pareti nicchie, usate dai monaci per riporre erbe medicinali (da cui il nome).

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