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Masserano

comune in provincia di Biella (18 km), 341 m s.m., 27,14 km², 2314 ab. (masseranesi), patrono: Natività di Maria Vergine (8 settembre).

Centro posto fra il torrente Cervo e il fiume Sesia. Nel Medioevo fu oggetto di accanite lotte tra i vescovi di Vercelli, cui era in possesso, e il comune della stessa città; nel 1506 fu eretto in contea da papa Giulio II per i Fieschi, poi Ferrero-Fieschi. Venne trasformato in marchesato (1547) da Paolo III e in principato (1598) da Clemente VIII; nel 1741 Benedetto XIV vi nominò vicario Carlo Emanuele III di Savoia, al quale i Ferrero-Fieschi cedettero ogni diritto, riservandosi solo i predicati feudali, che passarono nel 1833 al ramo dei Ferrero della Marmora.§ Al centro del paese è la parrocchiale dell'Annunziata (1485), in tardo stile gotico, che conserva notevoli opere d'arte della scuola di Gaudenzio Ferrari e del Lanino. Nella parte antica del borgo si trovano la chiesa di San Teonesto (sec. XIII) e begli esempi di edilizia civile cinque-secenteschi. Il palazzo Lamarmora, sede comunale, eretto dai Ferrero-Fieschi nel 1634, ha sale dalle volte stuccate e affrescate, opera di P. F. Gianoli.§ L'economia si basa sull'industria tessile (pettinatura della lana, lavorazione fibre naturali e sintetiche) e dei materiali da costruzione. Completano il quadro economico l'agricoltura, rivolta in particolare alla coltivazione della vite (coste della Sesia DOC), l'allevamento del bestiame e un turismo naturalistico in crescente espansione: nella zona della baraggia sono presenti piante perenni molto rare, tra cui l'Iris Sibirica.

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