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Matèlica

comune in provincia di Macerata (45 km), 354 m s.m., 81,04 km², 10.155 ab. (matelicesi), patrono: sant’ Adriano (16 settembre).

Cittadina nel fondovalle del fiume Esino, alla confluenza del torrente Braccano. Di antichissime origini umbre e poi romana (Matilica), fu devastata dai Longobardi, che la unirono al Ducato di Spoleto. Distrutta dalle truppe di Enrico IV, risorse come libero comune attorno al 1160. La sua storia è contrassegnata da lunghe lotte sostenute ora a favore della Chiesa ora dell'Impero, finché Nicolò d'Aragona, governatore della Marca, la conquistò in nome dello Stato Pontificio nel 1578.⿿ La cittadina conserva la torre (sec. XII), il palazzo e la loggia degli Ottoni, del sec. XVI; la chiesa di San Francesco, edificata nel 1240 ma rifatta nel Settecento, con portale romanico e una tela di Marco Palmezzano (1501); la chiesa di Sant'Agostino, del sec. XIV, con l'interno rinnovato nel Seicento. Il palazzo Piersanti (sec. XV) accoglie il museo omonimo, dove sono conservati arazzi del Settecento, disegni del Barocci e del Guercino, mobili dei sec. XV-XVI e un crocifisso su tavola di Antonio da Fabriano. Il Teatro Condominiale, eretto nel 1812 su disegni di Giuseppe Piermarini, fu restaurato nel 1995.⿿ L'industria opera nei settori delle confezioni, delle pelli, metalmeccanico, calzaturiero, tessile, alimentare ed enologico (famoso è il verdicchio DOC). L'agricoltura produce cereali, uva, barbabietole, frutta, ortaggi, miele e foraggi per l'allevamento di bovini pregiati, ovini e suini.

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