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Matisse, Henri-Émile

pittore e scultore francese (Le Cateau 1869-Cimiez, Nizza, 1954). Abbandonati gli studi giuridici per dedicarsi alla carriera artistica, frequentò a Parigi l'Académie Julian, l'Ècole des Arts Décoratifs e quindi, dal 1895 al 1899, lo studio di G. Moreau all'École des Beaux-Arts, risentendo in questo periodo, attraverso i contatti con Pissarro, delle esperienze dell'impressionismo (La desserte, 1897, Parigi, collezione privata). Dopo alcuni soggiorni in Inghilterra, in Corsica e nella regione di Tolosa, nel 1902 figura con Marquet e Flandrin ad alcune mostre presso la galleria di Berthe Weil a Parigi: sono di questi anni alcuni orientamenti ben precisi della sua pittura, già volta all'espressione del colore come fatto autonomo, distaccato da ogni rapporto col disegno costruttivo e di riferimento descrittivo (Veduta di Notre-Dame nel tardo pomeriggio, 1902, Buffalo, Albright-Knox Art Gallery). Fu in questi anni che Matisse meditò con rigoroso approfondimento le esperienze neo-impressioniste (Seurat, Signac) e le scoperte dell'arte africana e asiatica attraverso la lezione di Van Gogh e soprattutto di Gauguin. Da questa serie di influenze e di incontri nacque quella che poi è stata definita la pittura pura dei fauves il cui fondamento è lo sfruttamento delle sole possibilità espressive del colore e il cui massimo interprete è appunto Matisse, al quale si ricollegano per affinità di ricerca Braque, Derain, Manguin, Marquet, Vlaminck, Rouault e altri. Ripercorrendo le tappe fondamentali della coerente e feconda evoluzione artistica di Matisse, si ricordano il Nudo blu (1907, Baltimora, Museum of Art), la Natura morta con torso antico (1908, Parigi, collezione privata), i Giocatori di bocce, La danza e la musica, rispettivamente del 1908 e 1910 (San Pietroburgo, Ermitage); la mostra di sculture tenuta a New York nel 1912, seguita, nel 1913, da quella di pitture di soggetto marocchino tenuta a Parigi presso la galleria Bernheim-Jeune. Della sua produzione negli anni Venti è famosa la serie delle Odalische, in cui l'esuberante gusto decorativo estrania dal contesto della composizione il sinuoso disegno della forma. Negli stessi anni l'artista fu attivo anche nel campo della scenografia (Djagilev, Stravinskij), del disegno (molti ne ha lasciati a matita e a carboncino), dell'incisione (illustrazioni per Mallarmé) e negli anni Trenta anche degli arazzi. Numerose anche le opere di scultura in bronzo. All'inizio della seconda guerra mondiale si colloca il famoso dipinto Natura morta con magnolia (1941, Parigi, Musée National d'Art Moderne). Stabilitosi a Vence nel 1943, si dedicò tra il 1948 e il 1951 alla realizzazione della cappella dei domenicani della Madonna del Rosario, il capolavoro dell'ultima attività, esempio fondamentale delle nuove concezioni e dei nuovi orientamenti dell'arte sacra moderna. Un'ampia retrospettiva che ha riunito dipinti, sculture e disegni dell'artista, dai primi paesaggi giovanili fino alle curiose composizioni con forbici e colla create dal Matisse sessantenne, è stata inaugurata nel 1992 al Metropolitan Museum di New York.

Bibliografia

M. Valsecchi, Disegni di Matisse, Milano, 1944; M. Malingue, Matisse, Dessins, Parigi, 1949; U. Apollonio, Fauves e cubisti, Bergamo, 1959; J. Lassaigne, Matisse, Ginevra, 1959; J. Guichard-Meili, Henri Matisse: son œuvre, son universe, Parigi, 1967; G. Marchiori, Matisse, Milano, 1967; P. Schneider, T. Preaud, Catalogue de l'exposition du centenaire d'Henri Matisse, Parigi, 1970; L. Aragon, Henri Matisse, Roman, Parigi, 1971; S. Orienti, Henri Matisse, Milano, 1971; J. Jacobus, Matisse, Milano, 1974; Henri Matisse 1904-1917, Catalogo della Mostra, Parigi, 1993.

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