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Matrimònio di Fìgaro, Il-

commedia in cinque atti dello scrittore francese Beaumarchais, il cui titolo completo è La folle journée ou Le mariage de Figaro. Terminata nel 1778, fu rappresentata con enorme successo alla Comédie Française il 27 aprile 1784, dopo diversi ostacoli frapposti dalla censura. La commedia costituisce la seconda parte, e la migliore, della trilogia dedicata al personaggio di Figaro, aperta da Il barbiere di Siviglia e conclusa da La madre colpevole. Narra, tra mille complicazioni comiche e patetiche, l'ardua ma vittoriosa difesa che Figaro, servitore del conte d'Almaviva, fa della propria fidanzata, la furba Susanna, insidiata dal capriccio del padrone, alla fine gabbato, deriso da tutti e costretto a consentire alle nozze dei due servi. Famoso è il monologo di portata rivoluzionaria in cui Figaro denuncia i soprusi della nobiltà. Il successo della commedia ha continuato a rinnovarsi soprattutto in Francia (tra le edizioni più famose, quelle dirette nel 1937 da C. Dullin, nel 1956 da J. Vilar, nel 1964 da J.-L. Barrault), ma anche altrove. In Italia sono stati Figaro, tra gli altri, L. Carini, G. Emanuel e quindi A. Lionello. Famosa la regia (1946) di Luchino Visconti con V. De Sica, V. Gioi e N. Besozzi. Dalla commedia Lorenzo Da Ponte trasse il libretto delle Nozze di Figaro di W. A. Mozart.